Ghisleri: “Gente sfiduciata, non trova riferimenti e resta a casa”
Le elezioni Regionali si sono concluse con due verdetti chiari, la coalizione di centrodestra è nettamente in testa alle preferenze degli italiani, ma il primo partito si conferma quello dell’astensionismo, ha votato solo 1 elettore su 4, mai così male. Su questa diserzione record, la sondaggista Alessandra Ghisleri ha una sua teoria: C’è qualcosa – spiega Ghisleri a La Stampa – che ti morde dentro: ad un certo punto le persone non trovano più gli stimoli né i punti di riferimento alternativi. Questo significa che quando c’è un candidato e una coalizione forti, le persone si indirizzano in quella direzione. Ma chi ha un piccolo accenno diverso e non trova un punto di approdo, perde il “credo”. D’altra parte c’è il fondato sospetto che molti non siano andati a votare semplicemente perché non sapevano“.
“Vedremo i dati e li studieremo – prosegue Ghisleri su La Stampa -, ma io credo che sia proprio così: l’astensionismo è stato più alto a sinistra. Con una battuta si potrebbe dire che a sinistra il partito più forte è stato proprio quello dell’astensione. E questo non per un deficit dei candidati perché il centro-sinistra aveva schierato dei bravi amministratori. Meloni ha vinto perchè ha dimostrato di essere coerente. Una qualità. Ecco, perché a poco meno di 5 mesi dalle elezioni Politiche, in due Regioni così differenti, è stata confermato l’appoggio a questa chiarezza. Se non hai la forza di coinvolgere gli elettori, rischi di perderli per strada. Chi si sente escluso – e qui veniamo al punto centrale – ti affidi a chi il cambiamento lo può fare. Ecco perché ha rivinto la destra. Ma non c’è un travaso di voti, per esempio da sinistra a destra. C’è stata una conferma dei voti di destra e sono mancati quelli di sinistra“.



