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Politica
P.a./ Giannini a Madia: "Sistema sano non manda a casa gli anziani"
Marianna Madia è nata nel 1980 a Roma. La sua carriera politica è cominciata nel 2008 quando l'allora candidato premier del Pd, Walter Veltroni la scelse con una delle sue capolista a Roma. Ma la sua inesperienza e una passata relazione con Giulio Napolitano (il figlio del presidente della Repubblica) le sono valse molte critiche. Nonostante ciò negli ultimi anni si è contraddistinta per l'attaccamento a certi valori della sinistra e una certa onestà intellettuale.

"Un sistema sano, non ha bisogno di mandare a casa anziani per fare entrare giovani". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, arrivando a Bari al convegno biennale della Confindustria. "Non amo - ha aggiunto - il collegamento tra chi va a casa e chi entra, perche' ci deve essere l'alternanza costante che deriva da un flusso normale".

P.a.: Madia, troppi dirigenti e anziani; staffetta generazionale/ "Partiremo con la riforma della dirigenza, tra fine aprile e inizio maggio. Non abbiamo ancora deciso lo strumento, ma i contenuti sono chiari. In Italia ci sono troppi dirigenti, troppo anziani, che non ruotano e per i quali si e' formata una giungla retributiva che non risponde ne' a criteri meritocratici ne' a elementi oggettivi". Il ministro della Semplificazione e Pubblica amministrazione Marianna Madia illustra alcune delle proposte della sua riforma del pubblico impiego e in un'intervista al 'Corriere della Sera' sottolinea: "Ci sono persone che fanno la stessa cosa, magari in ministeri diversi, e hanno retribuzioni molto distanti. La retribuzione deve dipendere dall'attivita' svolta e dai risultati e non dall'ente dal quale si opera".

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LA LETTERA AD AFFARI

Ho trascorso la vita da funzionario nella PA, da dirigente per dieci anni dopo aver vinto due concorsi dirigenziali.
Spero che questa ragazzina e l'ottimo Rughetti, che hanno avuto il buon senso di affiancarle, riflettano su cio' che stanno facendo. So di un direttore generale, di un ufficio molto tecnico della PA,  andato in pensione dalla disperazione dopo che la legge Brunetta del 2008 gli ha portato via 30 dirigenti in un solo colpo, sostituiti da funzionari giovani o quasi. Purtroppo l'esperienza non si inventa, anche se si e' molto bravi nella comunicazione e con il computer.
Perche' non si usano i dirigenti/funzionari pensionati negli affiancamenti, nelle commissioni dei pubblici concorsi, nella formazione? Il petrolio dell'umanita', ricco di preziose componenti, non deve andare disperso, deve essere raccolto e riversato dove abbisogna.
Grazie.

Elisa Prato 

Spiega il ministro: "Va avviato un processo di riduzione non traumatica dei dirigenti e piu' in generale dei dipendenti vicini alla pensione, per favorire l'ingresso dei giovani. Se non si fa - insiste - non ci puo' essere il rinnovamento della Pubblica amministrazione, ma anzi si andra' verso la sua agonia. Un po' quello che accade a un Paese che non fa figli. Noi invece dobbiamo avere una visione, un obiettivo politico". E fa un esempio: "Se in un posto mando in pensione leggermente anticipata 3 dirigenti, non devo per forza sostituirli, magari al loro posto basta prendere un funzionario. Con questa staffetta generazionale, riduco, svecchio e risparmio". Chi verra' assunto? "I vincitori di concorso nelle amministrazioni centrali avranno diritto di precedenza -risponde- per i precari si puo' pensare a dei punteggi da far valere in concorsi aperti a tutti". Quindi chiarisce: "Sia chiaro, io non intendo assolutamente smontare la riforma Fornero, che anzi ha messo in sicurezza il sistema. Ma si puo' vedere se, rispettando i vincoli di bilancio, si possono introdurre elementi di flessibilita' che aiutino a gestire i processi di rinnovamento". La riforma annunciata parte innanzitutto da "un nuovo modo di selezione. Non piu' concorsi dedicati per diverse amministrazioni - osserva ancora Madia - ma un concorso per un ruolo unico.

Chi vince e' abilitato a fare il dirigente. Al massimo il ruolo unico potra' essere articolato su base territoriale. Poi saranno le singole amministrazioni a pescare tra gli idonei secondo le caratteristiche dell'incarico e i titoli dei candidati, con procedure trasparenti. L'incarico sara' a termine e poi si tornera' nel ruolo unico, dove non e' detto che si venga chiamati a un nuovo incarico". E sul fronte sindacale spiega : "Sto incontrando i sindacati di categoria. A loro ho chiesto di aiutarmi perche' il tempo a disposizione e' breve. Spero collaborino. Favorire lo sblocco del turn over e la stabilizzazione e l'ingresso di giovani dovrebbe essere un obiettivo comune. La mobilita' obbligatoria che propongo e' a parita' di competenze e retribuzione e nell'ambito di un perimetro geografico definito, senza senza quindi ledere i diritti del lavoratore". 

 

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