Caro ministro Giorgetti, le criptovalute? Se proprio serve si applichino due tassazioni, ossia…
On.le Ministro Giorgetti,
le scrivo queste poche righe perché Lei ha detto che: “accetta tutte le proposte in merito alla tassazione delle criptovalute” ergo questa è la mia proposta. Se è proprio necessario tassare chi compravende criptovalute, nei mercati regolamentati e non, allora potrebbe applicare due tassazioni: la prima sul bonifico che viene fatto in entrata e in uscita dalla conversione in euro (questo vale anche per gli investimenti in fondi, gestioni, etf, italiani o esteri, ecc.); la seconda è quella di applicare la tassa del 26% come se fosse una plusvalenza azionaria.
Faccio un esempio: se investo 10.000 euro pago per il bonifico il 10% ossia 1.000 euro; poi quando vendo, supponiamo di avere una plusvalenza del 50% pagherò 1.500 euro per il bonifico ed il 26% sulla plusvalenza al lordo del bonifico, 1.300 euro, per un totale allo Stato di € 3.800, molto di più del 46% sulla mera plusvalenza. Questo è per le criptovalute.
Poi se mi permette, Le vorrei suggerire di applicare la tassazione del 10% sui bonifici d’acquisto alle e-commerce, che oggi fatturano circa 68 miliardi di euro, ma lo stato ricava solo qualche centinaio di milioni mettendo in crisi i commercianti che chiudono per una concorrenza, se vuole, un po’ “sleale”, incassando in questo caso € 6.800.000.000 (seimiliardiottocentomilioni).
Grazie per la Sua cortese attenzione.

