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Scalfari & co., quei qiornalisti umiliati e offesi dagli elettori

Gli elettori, vil razza dannata, spesso, non seguono le indicazioni delle grandi firme. E così, come ha rilevato Marco Travaglio, 54 anni, Gigino Di Maio, 31 anni, “quel cafone di Pomigliano d’Arco, ha osato persino vincere le elezioni, senza chiedere il permesso alla sinistra e a Francesco Merlo, 67 anni, editorialista de “La Repubblica”. Ma anche il fondatore del quotidiano romano, Eugenio Scalfari, 94 anni, nella sua vita, e anche nella sua lunga carriera di osservatore politico, ha commesso numerosi errori.

La sua continua ricerca di una sponda riformista, nel mondo politico, ha dato, quasi sempre, pessimi risultati, per colpa sua o per colpa delle sponde : De Mita, 90 anni, Occhetto, 82 anni, Prodi, 79 anni, Veltroni, 63 anni, Renzi, 43 anni, hanno deluso le speranze di “Barbapapà”, che aveva indicato costoro come gli “azionisti politici” di riferimento dell’area di centrosinistra. Analisi colte, giudizi graffianti, quelli vergati da don Eugenio, ma previsioni a medio e lungo termine, sempre, smentite dalla realtà. E, tra i meriti di un altro direttore, non meno celebrato di Scalfari, Indro Montanelli (1909-2001), non si ricordano molte previsioni politiche confermate dai fatti. Nel marzo del 2001, intervistato da Enzo Biagi (1920-2007), il saggista toscano si augurò che l’allora Cavaliere vincesse le elezioni.

Perchè – spiegò- Berlusconi è una di quelle malattie, che si curano con il vaccino. E per guarire da Silvio ci vuole una bella dose di vaccino Berlusconi. Bisogna vederlo al potere”. E, invece, il fondatore di “Forza Italia”, che Indro riteneva “il più grande piazzista del mondo”, dopo il flop del secondo governo Prodi, tornò a vincere nel 2008. Ed è ancora, nel 2018, sul teatrino politico, seppure con un ruolo molto meno centrale rispetto all’epoca del berlusconismo, molto più lunga rispetto a quanto ipotizzò Montanelli. Pertanto, Gigino Di Maio e Matteo Salvini, 45 anni, decidano, in autonomia, se sia opportuno, per i loro partiti e per il Paese, dar vita al governo, sulla base di un accordo tra il M5S e la Lega, da cui è scaturita l’elezione dei due nuovi Presidenti del Senato e della Camera. Lo facciano non tenendo conto delle funeste previsioni di Travaglio (“Di Maio verrà linciato se imbarcherà i leghisti al governo !”), di Merlo, severo contro la “diarchia del populismo che governerà l’Italia” e di Claudio Cerasa, 36 anni (“La cura Di Maio può aggravare i problemi dell’Italia”). Gli articoli dei giornalisti vanno letti, meditati e non utilizzati solo per incartare il pesce, come disse, nel 2006, un caustico Massimo D’Alema, 69 anni. Ma gli scenari, che i commentatori tratteggiano, spesso, non tengono conto dell’asserzione di Lenin (1870-1924) : “I fatti hanno la testa dura e sono forgiati con una materia molto più solida delle illusioni”.