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Politica
Giuramento al Quirinale, governo Meloni promosso sulla comunicazione
Sergio Mattarella e Giorgia Meloni

Governo Meloni, giuramento al Quirinale 

Con la cerimonia del giuramento al Quirinale, ha preso oggi ufficialmente il via il governo di Giorgia Meloni (comprendente in tutto 24 ministri). Il primo governo in assoluto con una donna come presidente del Consiglio, il primo governo di destra dopo molti anni, il primo governo espressione di volontà popolare dopo la pandemia di Covid-19. Come è andato, questo nuovo esecutivo, dal punto di vista della comunicazione in senso lato, il giorno del suo esordio?

Nel complesso, l’impressione suscitata è positiva. Da un lato, lo stile e il comportamento dei ministri, sia prima che dopo il giuramento, sono stati molto sobri (comportamento compassato, poche dichiarazioni), in linea con l’impostazione che la sera stessa dei risultati elettorali Giorgia Meloni ha voluto dare alla sua comunicazione pubblica. Dall’altro, non sono mancati dei momenti di sincera emozione. La stessa Giorgia Meloni è apparsa decisamente emozionata, al suo arrivo nella sala del Quirinale (dopo essere scesa da una semplice Fiat 500).

E non si può non rimarcare come la presenza di sua figlia, la piccola Ginevra (accompagnata dal papà), abbia apportato un inedito e intenso tocco di familiarità e di emozionalità a una cerimonia tradizionalmente molto istituzionale. Per molti aspetti, Ginevra è stata una protagonista, per quanto involontaria, di questo giuramento. Complimenti dunque a Giorgia Meloni per aver saputo combinare un suo rigore personale quasi “tedesco” con una sensibilità ai legami familiari e ai sentimenti e alle emozioni, che non aveva praticamente mai avuto spazio in precedenza.

Per quanto riguarda gli altri ministri, certamente si sono mostrati più compassati e tranquilli (e quindi sicuri di sé) gli esponenti di lunga esperienza politica (per esempio Guido Crosetto e Giancarlo Giorgetti, ma anche Giuseppe Valditara, al ritorno in un ruolo istituzionale) o comunque di gestione di organizzazioni complesse (per esempio il nuovo ministro alla Salute, Orazio Schillaci, rettore dell’Università di Tor Vergata).

Mentre gli esordienti hanno avuto, comprensibilmente, un approccio più ”intimidito”. Da notare tuttavia l’emozione evidente anche da parte di Antonio Tajani, neo ministro degli esteri (e politico di lungo corso), e il mini-siparietto di Matteo Salvini, che perde la penna e inforca gli occhiali al momento della firma (forse era anche lui un po’ emozionato).

Nel complesso, dunque, una cerimonia di giuramento abbastanza originale, che restituisce l’immagine di un governo di centrodestra che, a dispetto di tanti timori di “poca sensibilità” da parte dei suoi critici, ha dato invece prova di una notevole sensibilità per gli aspetti emozionali del proprio lavoro. Un segnale di spontaneità, semplicità e vicinanza al comportamento di tutti noi, quando siamo chiamati a una responsabilità per noi importante.

*politologo e sondaggista

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Tags:
governomeloni





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