Di Tommaso Cinquemani (
@Tommaso5mani) e Alberto Maggi (
@AlbertoMaggi74)

“E’ stato un giro di ricognizione che mi ha dato un quadro preciso della situazione”, ha spiegato Pierluigi Bersani, “dopo qualche ora di riflessione entro questa sera mi recherò al Quirinale per riferire le mie valutazioni”. Secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di anticipare, salvo improbabili colpi di scena dell’ultimissima ora, il segretario del Pd nell’incontro di oggi rimetterà l’incarico nelle mani di Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato, infatti, aveva chiesto che ci fossero “numeri certi” per sostenere un esecutivo anche al Senato. Ma così non è.
Il Movimento 5 Stelle non vuole nemmeno sentir parlare di fiducia e il Centrodestra ha chiesto a Bersani di scegliere tra una rosa di nomi per designare il prossimo Presidente della Repubblica. Richiesta bocciata nettamente dallo stesso Bersani che invece vorrebbe proporre lui dei nomi da far scegliere a Berlusconi. E tramonta anche la possibilità di un appoggio della Lega che sconta il divieto assoluto da parte del Pdl a qualunque sostegno al Pd (se vogliono continuare a governare al nord). Il leader democratico, come ripetono ad Affari i suoi fedelissimi, vorrebbe comunque andare in Aula per verificare con un voto di fiducia se effettivamente non ci siano le possibilità di un sostegno parlamentare di qualche ‘responsabile’. Ma il Colle non vuole. Una mancata fiducia in Aula significa assenza di un governo (Monti difatti decade nel momento in cui Bersani giura davanti a Napolitano, prima del voto in Ala), possibilità che il Colle vuole evitare assolutamente.
Il cerino ritorna così al Quirinale che dovrà decidere come far uscire l’Italia dall’impasse parlamentare. Se fino a qualche giorno fa il nome più gettonato era quello di Pietro Grasso, le ultime uscite contro Travaglio e i battibecchi con Caselli hanno persuaso Napolitano che l’ex procuratore nazionale antimafia non sia in grado di ricoprire il ruolo di premier. Ci sono due nomi che nell’ambiente del Quirinale sono in pole position. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it Napolitano starebbe pensando ad Anna Maria Cancellieri, ministro dell’Interno che ha dimostrato di saper mediare tra le parti e di raccogliere consensi trasversali. Ha però una pecca: è una ‘tecnica’ e potrebbe scontare i ‘niet’ di chi vuole chiudere definitivamente con l’esperienza Monti. Il nome più probabile rimane allora quello di Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia. E’ lui l’uomo con le carte in regola per tranquillizzare i mercati e fare le riforme, anche istituzionali, che servono al Paese. Ma nulla è scontato. Sarà necessario vedere quanti onorevoli saranno disposti a votare il suo nome. Ma un altro bocconiano a Palazzo Chigi a molti non va giù.
