Di Alberto Maggi
Nel giorno in cui la Lega presenta ufficialmente la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte a Palazzo Madama il Movimento 5 Stelle ritrova la sua compattezza e si prepara alle prossime sfide. Nella giornata di giovedì 8 agosto Luigi Di Maio ha sentito al telefono il presidente della Camera Roberto Fico, Davide Caseleggio, Beppe Grillo e Alessandro Di Battista. Quest’ultimo, che ha garantito massimo sostegno al vicepremier M5S, si è mostrato particolarmente agguerrito e pronto a partecipare in prima persona alla prossima campagna elettorale.
La mossa di Matteo Salvini di staccare la spina al governo del Cambiamento ha avuto come effetto il ricompattamento dei 5 Stelle. Anche perché con questa mossa – spiegano fonti grilline- Salvini rischia di far scattare l’aumento dell’Iva dal primo gennaio 2020 provocando un danno a tutti gli italiani.
La battaglia principale del M5S ora è quella per il taglio dei parlamentari. Manca solo l’ultimo passaggio a Montecitorio, in calendario il 9 settembre, ma – spiegano fonti pentastellate la Camera potrebbe essere convocata d’urgenza per il via libera definitivo. E per l’ok finale basta soltanto un terzo dei componenti dell’Aula (210 deputati) e il M5S ha a Montecitorio 220 parlamentari. Quindi, sulla carta, è autosufficiente per approvare definitivamente il provvedimento. “Vedremo chi si opporrà al taglio delle poltrone”, spiega una fonte M5S. Il giorno seguente, secondo Di Maio, l’Italia può andare al voto.
Quanto al nodo dei collegi elettorali da ridisegnare, spiegano dai 5 Stelle, basta un decreto del governo “e si fa in una giornata. Nessun problema”. Il M5S smentisce poi categoricamente ogni ipotesi di esecutivo con il Pd. Avanti con Di Maio, capo politico per i prossimi cinque anni, e con la compattezza dei vertici e della base ritrovata.
