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Governo Lega-M5S al debutto. Grandi opportunità e qualche dubbio

Dopo il giuramento alla fiducia in Parlamento.

Governo Lega-M5S al debutto. Grandi opportunità e qualche dubbio
Governo tutti i ministri ape

Alla fine il primo esecutivo giallo – verde della storia patria è uscito ed ha posto fine a 88 giorni di trattative difficili, contorte, faticose frutto di una legge elettorale pessima, il Rosatellum, nato con l’intento di creare instabilità.

Certo, nella Prima Repubblica gli esecutivi si facevano così, con una mediazione parlamentare anzi politica, ma erano altri tempi e con altri uomini, abituati alla bisogna.

Ora è tutto veloce, immediato, webbizzato: non c’è più tempo per riflettere e qualsiasi tattica e strategia emerge subito su Internet. Ogni sbaglio segnalato ed amplificato da una marea di criticoni, divenuti tutti commentatori politici.

Nasce dunque un frutto strano: giallo-verde, un po’ limone un po’ cedro, che sulla carta appare una fusione a freddo imposta dagli eventi, ma contiene elementi di interesse nati proprio dall’unione di due forze alternative costrette a cooperare.

Intanto Salvini all’Interno è una garanzia per agire finalmente su un tema assai sentito dagli italiani: quello della immigrazione selvaggia e della sicurezza. Già ha annunciato tagli ai fondi per l’immigrazione che ora assommano a ben 5 miliardi. Si possono più utilmente utilizzare per la lotta alla criminalità e per aumentare la sicurezza con grande dispiacere per i tanti che ormai ruotano intorno a quello che è il business dell’accoglienza, fatto di albergatori gaudenti e magari di qualche onlus furbetta.

Di Maio invece si cimenterà con un super-ministero, Lavoro e Sviluppo Economico, un mastodonte che teoricamente può cambiare l’Italia. Si vedrà se alle parole seguiranno i fatti.

C’è curiosità per il generale Sergio Costa all’Ambiente in quota M5S che ha fatto cose egregie nella lotta alla criminalità nella Terra dei Fuochi, in Campania, aria nuova dopo anni del “democristiano” Gianluca Galletti, espressione politica di un Casini ormai disperso tra la barba di Marx, che è riuscito a scontentare tutti, ambientalisti ed aziende, non è da poco.

E poi tante altre novità da valutare tra cui Alfonso Bonafede (M5S) alla Giustizia, Paolo Savona agli Affari europei, Giulia Bongiorno alla Pubblica Istruzione, Gianmarco Centinaio all’Agricoltura, Danilo Toninelli alle Infrastrutture, con Giancarlo Giorgetti Sottosegretario alla presidenza del Consiglio e, naturalmente, Di Maio e Salvini vicepremier.

La partita è difficile, ma più che le tensioni tra Lega e M5S ci sono da tenere sotto controllo le tensioni interne tra i grillini che in passato non hanno mostrato molta coesione e spirito di squadra, ma non è detto che con un impegno così gravoso non si ravvedano.

Insomma non si sa come andrà a finire questo governo ma sicuramente è un frutto aspro e nuovo, dopo anni di chiacchiere e slogan buonisti che hanno ridotto l’Italia al colabrodo istituzionale che è.