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Politica
Governo Meloni, primi 100 giorni. Bilancio: delusione e promesse disattese

Primi 100 giorni del governo Meloni: punto per punto le promesse mancate dal governo Meloni


100 giorni del governo guidato da Giorgia Meloni. 100 giorni di delusione e di promesse totalmente disattese per gli elettori di Centrodestra.

Sulla sicurezza per ora non è stato fatto nulla. Reati e crimini di ogni tipo sono come prima e più di prima.

Sull'immigrazione - Meloni dall'opposizione invocava il bloccona navale - l'unica soluzione del ministro para-leghista Matteo Piantedosi è quella di far sbarcare i clandestini anche al Centro-Nord.

Sulla guerra in Ucraina totale e completo appiattimento sulle posizioni Usa con il ministro Guido Crosetto che gioca alla guerra (mediatica) con i massimi vertici della Federazione russa. Nessuna azione diplomatica per cercare la pace.

Sulle bollette intervento modesto e molto parziale. Basta chiedere agli italiani ai quali sono arrivate le bollette di gas e luce.

Sulla benzina meglio stendere un velo pietoso. Mancato rinnovo del taglio delle accise e prezzi alla pompa che volano alimentando l'inflazione già alta.

Sul taglio delle tasse quasi niente (ceto medio sempre massacrato dal Fisco), con due pesi e due pesi che favoriscono le partite Iva rispetto ai lavoratori dipendenti.

Su reddito di cittadinanza il Centrodestra prometteva l'"abolizione", ha fatto poco e niente.

Sulle pensioni la soluzione per evitare il ritorno alla Legge Fornero è stata Quota 103, molto, molto, molto diversa dalla promessa Quota 41.

Sul Pnrr il caos regna sovrano, rischio ritardi e perdita di soldi Ue con il governo e il draghiano ministro Giancarlo Giorgetti impegnati costantemente a non far arrabbiare Bruxelles.

Sulla politica internazionale molto rumore e pochi risultati, visto che ad esempio gli accordi siglati con la Libia sono parziali e rappresentano il 10% del territorio libico (quello dove c'è meno gas).

Sulle riforme lite continua tra la Lega che vorrebbe subito l'autonomia regionale differenziata e gli alleati che spingono prima per il presidenzialismo e la legge speciale per Roma Capitale.

Sulle prime nomine pubbliche il governo ha scelto la linea moderata della conservazione, per non far arrabbiare Quirinale e poteri forti.

Sulle elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia, dove il Centrodestra vincerà quasi certamente, è in atto una guerra interna alla coalizione per l'ultimo voto che avrà pesanti conseguenze.

Sui cantieri, nonostante il lavoro quotidiano del ministro Matteo Salvini, è ancora praticamente tutto fermo.

Sulla Giustizia la confusione è totale, tra le posizioni del ministro Carlo Nordio che confliggono con una parte della maggioranza e Meloni che cerca di mediare.

Sull'assegno unico meglio non parlarne. Continua la vergognosa discriminazione nei confronti di vedove e vedovi (con il governo che se ne frega).

E ci sarebbero molti altri esempi che si potrebbero fare... 100 giorni di governo Meloni che hanno deluso gli elettori di Centrodestra.

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