Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Unioni civili, Renzi sconfitto. Chi vince e chi perde nel Pd

Unioni civili, Renzi sconfitto. Chi vince e chi perde nel Pd

Comunque vada a finire il ddl Cirinnà sulle unioni civili segna la prima vera sconfitta di Matteo Renzi da quando, due anni fa, è arrivato a Palazzo Chigi al posto di Enrico Letta. Qualcosa nella strategia del Pd non ha funzionato

Canguro o non canguro, stralcio o non stralcio, comunque vada a finire il ddl Cirinnà sulle unioni civili segna la prima vera sconfitta di Matteo Renzi da quando, due anni fa, è arrivato a Palazzo Chigi al posto di Enrico Letta. Qualcosa nella strategia del Pd non ha funzionato. I renziani erano convinti di poter andare avanti con i 5 Stelle sapendo che tanto Alfano non avrebbe aperto la crisi di governo (anche per il generoso rimpasto di qualche settimana fa). Il problema è che i pentastellati sono sì pronti nel merito a votare le unioni civili ma non ad assecondare i democratici nelle alchimie parlamentari per scardinare le trappole delle opposizioni (Lega in testa). Sul banco degli imputati finisce ora il ministro della Giustizia Andrea Orlando, capofila dei duri e puri che ha spinto il premier a non ascoltare le sirene centriste di Alfano e di Area Popolare e a contare fino in fondo sull’intesa parlamentare con il M5S. A questo punto anche i cattodem, quelli che secondo l’europarlamentare Daniele Viotti “hanno rotto il cazzo” (testuale), rischiano un processo interno e di non essere ricandidati alle prossime elezioni politiche. La sinistra Pd, su questo argomento perfettamente in linea con i renziani, si dimostra ininfluente, come spesso accaduto ad esempio sulle riforme istituzionali e sul Jobs Act. Ma ad essere messo in discussione ora è tutto l’impianto della strategia di Renzi fondata su maggioranze variabili e sull’equilibrio dei numeri precari di Palazzo Madama. I voti di scorta dei verdiniani, il gruppo Ala, in questo caso sono risultati non sufficienti a causa delle frizioni interne al Partito Democratico e della lite con Area Popolare. Il premier non rischia sulle unioni civili, comunque finisca, “non ci sarà la crisi di governo”, afferma un deputato dem vicino a Palazzo Chigi ma “è del tutto evidente che si tratta di una brutta botta che lascerà il segno”.