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Governo, si allontanano le larghe intese. Il Pd “vede” le urne all’inizio 2021

Così i partiti dopo la chiusura di Crimi (M5S) ad altri governi

Governo, si allontanano le larghe intese. Il Pd “vede” le urne all’inizio 2021
odg meloni mes camera
Le parole di Vito Crimi sulle elezioni anticipate come unico sbocco in caso di eventuale crisi di governo – parole nette e inequivocabili – fanno riflettere le altre forze politiche con le chance per un eventuale esecutivo istituzionale o di larghe intese in…

Le parole di Vito Crimi sulle elezioni anticipate come unico sbocco in caso di eventuale crisi di governo – parole nette e inequivocabili – fanno riflettere le altre forze politiche con le chance per un eventuale esecutivo istituzionale o di larghe intese in netta discesa.

Dalle parti del Partito Democratico ritengono impossibile qualsiasi governo tecnico o di transizione senza la prima forza politica a livello parlamentare, anche se deputati e senatori dem spostano l’eventuale ritorno alle urne all’inizio del 2021. Ma non per l’emergenza coronavirus bensì per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che si terrà quasi certamente in ottobre. Nell’estate del prossimo anno poi comincia il semestre bianco del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quindi l’unica finestra elettorale possibile sarebbe quella tra l’entrata in vigore della sforbiciata dei parlamentari (due mesi dopo il referendum e la scontata vittoria del sì) e giugno.

Italia Viva non ha alcuna intenzione di correre alle urne e la soluzione migliore per i renziani sarebbe quella di un soccorso o di Forza Italia (quasi impossibile) o dei cosiddetti responsabili al governo Conte. In modo da sperare, restando all’opposizione, di poter avere mani libere per risalire dal 3-3,5% degli ultimi sondaggi.

Sul fronte delle opposizioni Fratelli d’Italia è la più netta nel chiedere le elezioni anticipate, con Giorgia Meloni convinta che tecnicamente si possa andare al voto anche in autunno, spostando di qualche mese il referendum e con il taglio dei parlamentari che entrerebbe in vigore solamente dalla legislatura successiva.

Anche nella Lega inizia a farsi strada l’idea delle elezioni subito dopo l’estate anche perché, come nel caso del Pd, un esecutivo di larghe intese senza il M5S viene considerato nel Carroccio come altamente improbabile (Salvini lasciare ai grillini la prateria dell’opposizione).

Forza Italia non vede invece la soluzione delle urne a breve termine, esclude però qualsiasi appoggio all’attuale governo (come più volte ribadito da Silvio Berlusconi) ma ritiene percorribile la strada di un esecutivo tecnico, del Presidente o istituzionale anche senza i 5 Stelle.

Alla fine, tornando al Pd, l’idea di fondo è che il premier Giuseppe Conte riuscirà come sempre a trovare la difficile sintesi nella maggioranza, sia sul tema della regolarizzazione dei migranti che lavorano in agricoltura sia sui nodi economici del Decreto Aprile ex-Maggio. Tra i Dem però, considerando soprattutto l’atteggiamento dei renziani fatto di ultimatum, l’ipotesi del voto all’inizio del prossimo anno non viene affatto considerata remota.