Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Grandi manovre intorno alla legge elettorale

Grandi manovre intorno alla legge elettorale

La proposta del Pd Fiano costruita per avere possibilità di mediazione

Grandi manovre intorno alla legge elettorale
camera legge elettorale ape (1)
La legge elettorale al centro del dibattito politico

La vicenda della nuova legge elettorale che dovrebbe riportare sul piano “politico” quello che per ora è solo quanto rimane dalle azioni regolatorie della Corte Costituzionale sull’Italicum alla Camera e sul Porcellum al Senato, è in dirittura d’arrivo per permettere il voto anticipato a settembre o ottobre anche se Renzi glissa per non alimentare polemiche dannose soprattutto nel suo partito e nei suoi alleati di governo.

L’impianto base è quello “tedesco” ma con significative differenze che lo rendono di fatto abbastanza diverso dall’originale.

L’idea che il cittadino informato si fa della proposta presentata dal Pd tramite Emanuele Fiano in Commissione Affari Costituzionali della Camera è che il piatto sia stato allestito con ingredienti sovrabbondanti per poi togliere o sostituire più che aggiungere.

Ne è un esempio il numero di collegi uninominali che passerebbero dai 303 iniziali ai 233 finali in modo che si scongiuri il caso dei candidati dei grandi partiti che pur vincenti non rientrerebbero in Parlamento (il cosiddetto caso dei collegi soprannumerari).

Un altro caso emblematico è poi quello dell’eccessivo numero di firme richiesto per presentare la lista.

In ogni modo Fiano ha mostrato apertura a trovare un punto di quadra che vada bene per tutti coloro che hanno accettato la proposta e cioè Pd, Fi, Lega, SI e M5S.

Naturalmente i piccoli partiti protestano soprattutto perché la soglia di sbarramento al 5% li esclude, problema sentito soprattutto da Alleanza Popolare evoluzione del Nuovo Centro Destra unito con l’Udc di Cesa che hanno avuto un sostanziale benservito da Renzi nella stringente ottica della opportunità politica e della contabilità dei voti necessari.

Del resto Alfano si doveva aspettare una conclusione di questo tipo che non può giungergli inaspettata per un politico navigato ed ex Dc quale lui è.