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Politica
Dopo il 'no' dei greci Renzi con l'amica Angela è a un bivio


Di Adriana Santacroce
 

Ha vinto il no. Nonostante le pressioni della Troika e della BCE che han provato a spaventare il popolo greco. Che sarà anche spendaccione, assistenzialista ed evasore. Ma che ha dimostrato di non potere più reggere a ulteriori austerità. E che l'Europa esattrice e anche un po' strozzina senza una visione analitica e sintetica allo stesso tempo delle differenze degli Stati non è più accettabile. In Grecia si va in pensione a 56 anni, gli armatori non pagano le tasse. Le privatizzazioni sono inesistenti e il mercato del lavoro è antiquato. Tutto questo irrita non poco il popolo tedesco ma anche quello italiano, diciamolo.

La colpa, però, non è di Tsipras ma di tutti quelli che sono venuti prima. Che hanno falsificato i conti per entrare in Europa e che hanno pensato di poter vivere alle sue spalle per anni facendo poche, pochissime, riforme. Sono 350 i miliardi che le istituzioni europee hanno versato alla Grecia negli ultimi anni. Un debito che lo stato ellenico deve onorare ma che, con queste politiche di austerità, non può fare. Sono stati falciati i dipendenti pubblici, i pensionati. Il pil è sceso del 25%. Le medicine scarseggiano. Tsipras avrebbe fatto qualche riforma, forse. Ma ha chiesto la ristrutturazione del debito e la Germania ha detto no. Ed ecco il ricorso alle urne.

Che cosa accadrà tra la Grecia e l'Europa non è ancora chiaro. Ma è interessante anche capire cosa farà il nostro Governo. Renzi si è schierato con la Merkel. Con la BCE. Nessuna parola sulle banche chiuse, sul terrorismo indotto al popolo greco per votare sì. Eppure qualcosa mi dice che il nostro premier riuscirà a far suo il risultato del referendum e a dire che così non si può andare avanti. Che l'Europa deve cambiare registro. Che il popolo greco ha ragione. Lo ha detto lui stesso: ci sono due Renzi. Ma nessuno dei due è riuscito a prendere una posizione esecutiva in Europa. La vicenda dei profughi e l'isolamento in cui è stata lasciata l'Italia ne è la prova. Renzi non è rispettato nelle sue richieste in Europa. Nonostante il suo partito sia il più forte.

La Germania e la Francia fanno i loro interessi. Tsipras sta facendo i suoi (almeno questa è la sua intenzione). E l'Italia che fa? Renzi si schiera con l'Europa ma poi dice quest'Europa non va bene. Il suo pendolarismo, da oggi, però non regge più. Non è più il tempo del cuore nel Mediterraneo e il cervello in Baviera. Anche l'Italia soffre per il debito, per la crescita che non c'è. Per l'economia ferma. Se Atene piange, Roma non ride. Se Tsipras ottiene la ristrutturazione del debito o comunque condizioni poi favorevoli vorrà dire che ha avuto ragione. E in Italia, come nel resto d'Europa, il vento anti europeo soffierà ancora più forte. Se la Merkel si imputerà (ma io non ci credo) allora la Grecia diventerà un po' più Russia è un po' meno Europa. Ma in ogni caso da ieri sera tutto è cambiato. E noi una posizione stavolta la dobbiamo prendere.

@AdriSantacroce

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