“Il Green Pass è stato gestito male, dato che comunque autorizza la circolazione delle persone che possono essere portatrici del Covid-19. Ricordo che anche chi è vaccinato può infettare. Viene dato a questo provvedimento un peso che non ha”. Maria Rita Gismondo – direttrice del laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bio emergenze dell’ospedale Sacco di Milano – commenta con Affaritaliani.it il Green Pass varato ieri dal Consiglio dei ministri. “La gente percepisce che i vaccinati non contagiano nessuno, ma come sappiamo non è così. Il Green Pass altro non è che la formalizzazione di un atto di ipocrisia. Se i tecnici che consigliano il governo lo ritengono opportuno, avrebbero dovuto rendere obbligatorio il vaccino in modo tale che l’esecutivo si assuma le proprie responsabilità. Il Green Pass è solamente l’aggiramento di un provvedimento che non si ha il coraggio di adottare”.
Se fosse un deputato o un senatore, lo approverebbe in Parlamento? “Non potrei mai essere né un deputato né un senatore perché non posso appartenere ad alcun partito se non a quello della libera scienza. E’ una domanda che non ha i presupposti per avere una risposta”, spiega Gismondo.
Che cosa accadrà adesso? “In Francia hanno introdotto il Green Pass obbligatorio che però è stato bloccato dato che senza obbligatorietà non può esserci il diritto di licenziare chi non è vaccinato. E’ tutto un pasticcio assurdo, è dimostrato che malgrado le vaccinazioni le persone possono ancora infettare il prossimo. Questo Green Pass, fatto in questo modo, è un mezzo di persuasione con ricatto”.
Per quanto riguarda la fascia dei bambini 0-12 anni, che ancora non vengono vaccinati, la virologa sottolinea: “Il vaccino non impedisce la circolazione del virus e visto che nei bambini sani e senza patologie non ci sono né decessi né forme gravi non vedo alcuna motivazione per vaccinare la fascia 0-12 anni. Ed è giusto, ci mancherebbe altro, che continuino a frequentare da settembre le scuole materne e le elementari. Metterei invece il vaccino obbligatorio per legge sopra i 65 anni d’età perché abbiamo visto in questi mesi che risparmia la vita. Ma al di sotto solamente per le persone più fragili o con patologie”, conclude Gismondo.


