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Politica
Grillo, sulle riforme siamo al limite del golpe: subito al voto

Beppe Grillo vuole elezioni subito. "Sulla questione delle riforme istituzionali siamo al limite del colpo di Stato bianco, quello che non si fa con carri armati e rastrellamenti, ma con colpi di mano di maggioranza. C'e' una sola via d'uscita: sciogliere il Parlamento ed andare subito a nuove elezioni". Lo sostiene il leader del M5S sul suo blog in un post dal titolo 'Mattarella ultima speme?'.

"E di motivi non ne mancherebbero davvero - prosegue Grillo sul suo blog - a) Questo e' un Parlamento scaturito da una legge elettorale dichiarata incostituzionale, per cui, se per il principio della conservazione degli atti, resta in carica, appare per lo meno forzato che sia questo stesso parlamento a dover rifare la legge elettorale e, addirittura, la riforma della Costituzione. b) Questo e' un Parlamento di cui si e' evitato lo scioglimento con il (discutibile) pretesto delle riforme istituzionali da fare a tutti i costi prima di un nuovo voto; riforme il cui esito era affidato ad un (discutibilissimo) accordo fra la maggioranza di governo ed una sola delle opposizioni; ora quel patto non c'e' piu' e la riforma della Costituzione dovrebbe essere fatta da un solo partito con una coalizione raccogliticcia di partiti-zombie. c) Questo e' un Parlamento in cui quasi tutti i partiti hanno subito scissioni, abbandoni ed espulsioni, per cui oltre 170 parlamentari hanno cambiato partito ed alcuni piu' volte, per cui non si capisce piu' quale sia la sua rappresentativita'".

E ancora, continua l'elenco: "d) Questo e' un Parlamento che non si sa se e' ancora in grado di esprimere una reale maggioranza di governo ed e' per lo meno discutibile che, nonostante i ripetuti rovesci, rotture di patti ecc, il Presidente del Consiglio non abbia sentito il bisogno di verificare con un voto in entrambi i rami del Parlamento, se ha ancora una maggioranza. e) Questo e' un Parlamento inadempiente dei suoi obblighi costituzionali, perche' da mesi non riesce ad eleggere un giudice costituzionale di sua spettanza e, nel frattempo, occorre sostituirne un altro. f) Questo e' un Parlamento i cui due Presidenti si stanno comportando con una scorrettezza unica in materia di applicazione dei regolamenti e con una partigianeria neppure dissimulata. g) questo e' un Parlamento in cui inizia ad esservi una percentuale di penalmente inquisiti decisamente superiore alla media delle altre legislature". Infine, conclude: "Credo che si possa tentare anche un'altra strada: quella di un giudizio davanti alla Corte Costituzionale. L'opposizione parlamentare non e' riconosciuta dalla Costituzione come potere dello Stato o come organo costituzionale, tuttavia non c'e' dubbio che svolga una funzione costituzionale implicitamente garantita dalla stessa Costituzione. Di fronte alle palesi violazioni dei regolamenti da parte dei Presidenti (leggendarie quelle di Grasso, come quella di spezzare emendamenti in due parti che non avevano senso compiuto, pur di evitare un voto segreto), di fronte alla disrappresentativita' di un Parlamento che si arroga funzioni costituenti, di fronte ad una situazione che vede tutta l'opposizione dichiarare l'Aventino, credo che sia legittimo investire del caso la Corte Costituzionale, come se ci fosse conflitto fra poteri dello Stato. E su questo credo sia il caso di iniziare una campagna di sensibilizzazione dei costituzionalisti e dell'opinione pubblica, raccogliendo firme sotto una petizione che chieda l'immediato scioglimento del Parlamento. Di fronte a milioni di firme, credo che il presidente non possa che prendere atto della situazione e procedere di conseguenza"

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