Gualtieri federatore e leader del csx: sì ma…
Roberto Gualtieri federatore, Elly Schlein e Matteo Renzi vicepremier con deleghe pesanti, Giuseppe Conte presidente del Senato. È questo lo scenario, che Affaritaliani aveva anticipato nelle scorse settimane, che sta iniziando a prendere piede a Roma. Voci? Rumor? Quello che è certo è che la suggestione c’è. Di più: i maggiorenti del Partito Democratico premerebbero per questa soluzione. Ma perché si dimostri fattibile servono che si incastrino alcuni tasselli.
No alle primarie
La prima tessera del puzzle è quella che sia Giuseppe Conte che Elly Schlein rinuncino alle primarie. Il presidente del Movimento Cinque Stelle si è detto disponibile a un passo indietro a patto che anche la segretaria del Pd faccia lo stesso. A fare da pontiere sarebbe stato addirittura Pier Luigi Bersani.
La Schlein dal canto suo sembra meno incline a una proposta di questo tipo, ha in mano sondaggi che la danno ampiamente in vantaggio sui territori. E vorrebbe dimostrare a Conte che è ancora lei ad avere il bastone del comando. Ma molti nel Pd non vogliono che sia lei a guidare un ipotetico governo di centrosinistra. E dunque è possibile che venga ricondotta a più miti consigli, magari con la garanzia di incarichi importanti nel possibile esecutivo.
I costi della campagna elettorale
Roberto Gualtieri, a quanto risulta ad Affaritaliani, è stato più volte contattato dal Pd. Ma per ora il sindaco della Capitale non è del tutto convinto. La sua rielezione appare in discesa, per non dire scontata. I cittadini di Roma gli riconoscono di aver impresso una buona svolta alla città e il sindaco-chitarrista sta assai bene in Campidoglio.
Per questo avrebbe chiesto garanzie precise al Partito Democratico: una campagna elettorale forte, robusta, suffragata da una buona capacità di spesa. Ingrediente necessario, a suo dire, per contrastare il centro-destra e l’eventuale ruolo di Vannacci. Cifre non se ne fanno, ma pare che la richiesta sia di almeno 500mila euro.
Il patto di non belligeranza con Giorgia Meloni
Si dice a Roma che un incontro tra Gualtieri e la Meloni ci sia stato. E che la premier sia soddisfatta dei risultati ottenuti dal sindaco anche grazie agli investimenti garantiti dall’esecutivo per la Capitale. Per questo, si mormora che la presidente abbia garantito un candidato “soft” da opporre a Gualtieri.
Anche perché Giorgia Meloni starebbe seriamente pensando di trovare un nome forte per Milano, alternativo a quelli usciti in queste settimane e non ancora svelato. Ma se l’attuale inquilino del Campidoglio scegliesse di provare la via che porta a Palazzo Chigi, allora verrebbero meno vari equilibri disegnati. Insomma, a Roma si mormora, si bisbiglia. E la campagna elettorale è ufficialmente partita.


