
“Lo statuto prevede un segretario ed è giusto che ci sia un segretario da qui al congresso”. Guglielmo Epifani, parlamentare del Pd molto vicino a Pierluigi Bersani, con un’intervista ad Affaritaliani.it, propone la sua ricetta in vista dell’ assemblea nazionale del Pd dell’11 maggio. Poi nega di essere in corsa per la segreteria: “E’ un’ipotesi che non esiste”. Renzi? “E’ sicuramente una grande personalità”. Infine, l’ex segretario della Cgil, boccia Berlusconi alla presidenza della Convenzione per le riforme e spiega: “In linea generale ci vorrebbe un profilo di esperto di riforma costituzionale e che sia di garanzia per tutti”.
Il Pd dovrebbe avere un nuovo segretario o una reggenza nel periodo che lo separa dal congresso del prossimo autunno?
“Lo statuto prevede un segretario ed è giusto che ci sia un segretario. Poi il congresso, naturalmente, è sovrano”.
Lei sarebbe disponibile a ricoprire il ruolo di segretario in questi mesi?
“E’ un’ipotesi che non c’è. E’ vero però che darò una mano perché c’è bisogno di rilanciare l’azione del partito”.
Come dovrebbe essere rilanciato il Pd?
“Bisogna recuperare un senso di identità che si tramuti nelle azioni del partito. Questa è l’operazione vera da fare. E poi dentro questa operazione è necessario apporre degli accorgimenti amministrativi che lo rendano più un partito e meno uno spazio pubblico”.
Renzi potrebbe essere la carta vincete del Pd?
“Adesso stiamo parlando di quello che avviene in questi giorni. Renzi è sicuramente una grande personalità, poi si valuterà assieme quando e come utilizzare tutte le risorse del partito”.
Intanto Pd e Pdl dopo l’Imu si stanno scontrando sulla presidenza della Convenzione per le riforme istituzionali…
“Su questo punto ci sono due problemi: uno se è necessario lo strumento della Convenzione oppure verificare se serve un’altra cosa. Inoltre bisogna vedere chi la presiederà. Intanto vorrei discutere sul profilo della Convenzione e sulla sua utilità”.
Secondo lei non è Non è indispensabile per riformare la Costituzione?
“La Convenzione è uno strumento particolare, normalmente abbiamo sempre agito nelle sedi parlamentari, le quali hanno avuto il torto di non portare a termine il lavoro. Devo dire che la Convenzione fatta da esterni al Parlamento mi lascia qualche dubbio”.
Anche la presidenza della Commissione a Berlusconi la lascia perplessa?
“Sì. In linea generale ci vorrebbe un profilo di esperto di riforma costituzionale e che sia di garanzia per tutti”.
Daniele Riosa (@DanieleRiosa)
