A- A+
Politica

Chi ha amici fra deputati e senatori sarà informato di particolari che l'osservatore di provincia non conoscerà mai, a meno che non glieli racconti qualche giornalista. Ma quando i partiti adottano una condotta parlamentare o scelgono una linea programmatica, nel corso di una campagna elettorale, non pensano soltanto ai competenti. Si rivolgono alla massa dei cittadini e tengono conto del modo come il messaggio viene percepito proprio da queste persone, magari poco e male informate, piuttosto che dai professionisti del ramo. La politica va dunque analizzata con due chiavi di lettura: quella dei professionisti della materia, certo, ma soprattutto quella dei cittadini. Quando i primi parlano di maggioranze qualificate o di governi della non sfiducia, la gente non capisce niente. Quando invece aumenta il prezzo della benzina o si introduce una tassa sulla casa, lo capiscono tutti. Ecco perché Berlusconi ha avuto tanto successo: perché ha sempre parlato alla gente col linguaggio che le è proprio e tenendo conto dei suoi interessi.

Tutto ciò non corrisponde ad una sorta di disprezzo del popolo, massa ovina da guidare ed educare come a volte pensa la sinistra (è infatti questa la ragione della "dittatura del proletariato"). È semplicemente che ciascuno ha nozioni abbastanza approfondite nel campo di propria competenza mentre di tutto il resto conosce solo i dati salienti. I politici hanno certo sentito parlare di un giamaicano che si chiama Usain Bolt e che è il più veloce nei cento metri: ma saprebbero dire chi è il secondo?

Per interpretare il comportamento dei 5 Stelle e le intenzioni di Beppe Grillo bisogna ricordare che la loro linea politica non si rivolge ai colleghi in Parlamento o ai commentatori dei giornali, si rivolge a coloro che per il Movimento hanno votato,  a quelli che domani potrebbero non votarlo più o votarlo per la prima volta. Cioè all'ignoto cittadino di provincia. Cioè a noi. Dunque i lumi, anche sul senso che l'elettorato dà al comportamento di un partito, non bisogna chiederli soltanto ai giornali: bisogna cercarli nelle conversazioni che si sentono in autobus,  nei discorsi sconclusionati dei colleghi di lavoro e in primo luogo chiedendo a noi stessi: "Che effetto mi fa, il comportamento dei 'grillini'? Che giudizio do del loro rifiuto di collaborare con Bersani? Come voterei, se si andasse a nuove elezioni entro qualche mese?"

Le indagini demoscopiche ci dicono che poco dopo le elezioni il M5S era dato in crescita - c'è sempre la tentazione di salire sul carro del vincitore - mentre ora è sotto di un paio di punti rispetto alle percentuali ottenute il 25 febbraio. Se ne potrebbe dedurre che gli elettori in un primo momento sono stati contenti di vedere che il loro voto di protesta metteva in crisi le istituzioni ("Dunque ci hanno sentiti!", "Dunque dovranno tenere conto della nostra collera!"). Ma poi, col passare dei giorni e delle settimane, quella chiusura che in un primo momento aveva dato la sensazione di un grande successo ha cominciato a suscitare dei dubbi. "Ed ora dove andiamo? Che cosa concludiamo, bloccando il Paese? Se non permettiamo la formazione di un governo, abbiamo ottenuto qualcosa o ci si siamo messi nei guai?" L'evoluzione di questi sentimenti non è attualmente prevedibile.

La perplessità di molti elettori del Movimento 5 Stelle potrebbe essere addebitata come una colpa a Beppe Grillo, ma probabilmente gli avvenimenti hanno preso una piega che il comico non si aspettava. Da prima avrà temuto,  alleandosi con un altro partito, di tradire la volontà dei suoi elettori. Questi infatti, in vista di un utopico ricambio, di un vago rinnovamento e comunque di una sorta di rinascita politica, credevano necessario andare contro tutti i partiti. La sua grande speranza era dunque quella di vedere il Pdl e il "Pd meno elle" mettersi insieme per poi dirne tutto il male possibile. Ma l'ostinazione di Bersani lo ha costretto a giocare un'altra partita e ora agli elettori rimane il dubbio: ha fatto bene, Grillo, ad amministrare così i loro voti? L'assenza di un governo per lungo tempo è un bene o un male?

Solo il futuro chiarirà questi dubbi, agli elettori del M5S e a noi tutti.

Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
 

Tags:
m5s

i più visti

casa, immobiliare
motori
Tecnologica ed elegante nuova DS 4 in arrivo a fine anno

Tecnologica ed elegante nuova DS 4 in arrivo a fine anno


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.