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I fatti più importanti del 2019 e le pagelle ai leader politici. I VOTI

Insieme al sondaggista Alessandro Amadori, Affaritaliani.it ha ripercorso i 12 mesi del 2019 e ha chiesto la pagella dei politici italiani

I fatti più importanti del 2019 e le pagelle ai leader politici. I VOTI
Politicamente ma non solo, il 2019 è stato un anno intenso di avvenimenti e colmo di colpi di scena. Consuetudini che si sono rotte ed eventi arrivati al culmine della loro drammaticità. Con il sondaggista Alessandro Amadori, Affaritaliani.it ha ripercorso i 12 mesi passati, ha individuato i 5 eventi più importanti dell’anno e ha chiesto di dare un voto ai leader della politica italiana

I fatti più importanti del 2019// Le sfide di Matteo Salvini a Carola Rackete e Giuseppe Conte

Politicamente ma non solo, il 2019 è stato un anno intenso di avvenimenti e colmo di colpi di scena. Consuetudini che si sono rotte ed eventi arrivati al culmine della loro drammaticità. Con il sondaggista Alessandro Amadori, Affaritaliani.it ha ripercorso i 12 mesi passati, ha individuato i 5 eventi più importanti dell’anno e ha chiesto di dare un voto ai leader della politica italiana.

I fatti più importanti del 2019// Il braccio di ferro fra Matteo Salvini e Carola Rackete

“Il tentativo di invertire dei macro-processi globali come i flussi migratori (la presa di posizione politicamente e socialmente forte di Salvini) ha rotto gli schemi. L’episodio emblema è il caso di Carola Rackete. Anche dal punto di vista semiotico un evento potente mai visto negli anni passati in Italia. Sono saltate le regole del banco”.

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I fatti più importanti del 2019// Lo scontro del 20 agosto al Senato fra Conte e Salvini

“Lo scontro in Aula al Senato fra Salvini e Conte è stato un episodio mai visto nella storia italiana, anche per la franchezza che c’è stata. Un momento di grandissima chiarezza, ha molto colpito, ha ipnotizzato, ho avuto la sensazione di assistere a un evento mai accaduto in precedenza, che cambiava le regole della dialettica e della narrazione politica. Hanno avuto un modo rimarchevole di comportarsi, quasi hollywoodiano. Conte e Salvini hanno rotto gli schemi, le regole della dialettica politica”.

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I fatti più importanti del 2019// La mossa di Renzi per la formazione del governo Conte 2

“La mossa di Renzi a cavallo della crisi, un evento formidabile del 2019. Molto interessante assistere anche alla contrapposizione tra la politica come ricerca dell’innovazione, della sperimentazione portata avanti da Salvini e la classica applicazione della teoria dei giochi e della politologia da manuale di Renzi. Ridotto in una condizione di semi-marginalità, attraverso l’abile l’applicazione della teoria dei giochi appunto, è tornato a essere centrale nel sistema, diventando detentore di una golden share, quando fino a un minuto prima era un leader “parcheggiato” all’interno del suo partito. Una vicenda rimarchevole”.

I fatti più importanti del 2019// Il caso Ilva

“La vicenda Ilva, un altro episodio del 2019 che ha fatto saltare il banco. Si accantona l’idea che le crisi industriali vengano sempre gestite in modo indolore. L’Ilva è una ferita scoperta. Potrebbe rappresentare il punto di non ritorno della crisi sistemica del nostro Paese”.

I fatti più importanti del 2019// Il ritorno della piazza e dei movimenti in Italia

“È un segnale di vitalità del Paese. E non è banale dire che sono tutte manifestazioni pacifiche, sia che si vada a quelle di Salvini sia scendendo in piazza con le sardine. Questo è un grande segnale di civiltà. L’Italia si è rimessa in piazza. Sta capendo che deve ripartire da se stessa. Che si deve ridefinire”.

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I fatti più importanti del 2019// La premessa alle pagelle di Alessandro Amadori

“La nostra classe politica, nel biennio 2018-2019, si è trovata in mano un Paese che non fa i conti con se stesso da almeno 40 anni. Un paese che si ritrova davanti lo specchio ed è costretto a dirsi: ‘Non posso più rimanere quello che ero e che mi piaceva essere e devo decidere cosa voglio diventare’ ed è doloroso, come tutti i processi di cambiamento. I nodi stanno venendo al pettine, tutti in una volta e quindi la classe politica si trova ad affrontare una situazione nuova. Non regge nemmeno il confronto con il crollo della ‘Prima Repubblica’. Il Paese lì ha retto. Il Paese era forte, era il Paese dei capitani coraggiosi, aveva fiducia in se stesso e ha dato uno scossone forte alla politica. Ma stavolta la crisi è più profonda. La classe dirigente oggi è chiamata a indicare, a livello politico ed economico, una nuova via per il futuro”.

I fatti più importanti del 2019// Le pagelle motivate ai leader politici di Alessandro Amadori

Giuseppe Conte 8

Faccione Conte
 

“Conte ha saputo trasformarsi in un anno da personaggio minore, quasi la controfigura di due leader forti, a elemento centrale del sistema. Il che non vuol dire che Conte abbia già ottenuto uno spessore di politico stabile però come configurazione di immagine personale ha fatto una grande ascesa. Ha saputo muoversi in modo molto intelligente nel tutelare i propri interessi politici, in senso lato. È stato abile a trasformare una situazione di debolezza, in un quadro molto dinamico e fluido in cui era partito debole, in una situazione di forza. Farà un partito? ‘Bella domanda’. Conte si è rivelato un uomo molto intelligente politicamente. Tutt’altro che un dilettante, e proprio per questo che non farà a breve un partito. Tutte le operazioni di creazione verticistiche di partito, basate su figure tecniche, finora hanno dato risultati deludenti o comunque sotto le aspettative. Ed essendo, Conte, un uomo abile e anche scaltro per alcuni aspetti, sa che non gli conviene. Gli conviene invece mantenere il più a lungo possibile la sua neutralità stando a vedere cosa succede agli altri interlocutori. Non prima che il destino del Movimento 5 Stelle sia definito.

Matteo Salvini 8

Faccione Salvini
 

“Il voto di Salvini nasce dalla media fra un sei e un dieci. Dieci per la temerarietà, la capacità di prendere decisioni anche scomode. Essere al tempo stesso estremamente popolare, dirompente e divisivo. E’ il centro assoluto del sistema, nel bene e nel male. Sei perché a volte il suo atteggiamento l’ha portato a decisioni spiegate non chiaramente, poco accompagnate”.

Luigi Di Maio 6

Faccione Di maio
 

“Un voto che nasce dalla media di un quattro e un otto. Il primo Di Maio si è proposto come difensore di interessi reali di ampie fasce del paese. Di Maio è stato il leader che meglio ha interpretato il disagio del Sud. La questione meridionale è tutta aperta. Non è stata ancora risolta in 150 anni. Ora tendiamo a rimuoverla. Lui è l’unico che si è posto il problema Sud ed è riuscito a catalizzare un voto straordinario nel Meridione. Quattro perché alcune ’non decisioni’ hanno evidenziato l’incapacità mostrata di transitare un Movimento 5 Stelle in trasformazione verso qualcosa di chiaro, nitido. Ora sono ‘liberi in mezzo al guado’”.

Nicola Zingaretti 7

Faccione Zingaretti
 

 

“Zingaretti merita un sette pieno. Il Partito Democratico non ha mai avuto bisogno di figure troppo emergenti. Anzi, si avvantaggia quando ha una leadership normale, di puro buon senso. E Zingaretti è questo. Non ha il profilo di Conte, il quale con i suoi tratti british, risulta molto originale nel panorama italiano. Zingaretti invece è come un normale alto dirigente di un ufficio che doveva riportare un partito alla normalità e ci è riuscito. Certo difficile ricordare qualcosa di eminente fatta dal buon Zingaretti ma comunque ha saputo gestire un passaggio complesso mantenendo e consolidando uno zoccolo duro, che quando è arrivato era uno ‘zoccolo liquido’. Ha agito con moderazione e prudenza secondo il principio primum non nocere e i risultati li ha avuti: il Pd è al governo, i test elettorali non sono andati male e la discesa che si è avviata dopo l’era Renzi si è arrestata”.

Giorgia Meloni 7.5

Faccione Meloni
 

“I sondaggi la danno al 10%, qualche mese fa era al 5%. Ha praticamente raddoppiato i suoi consensi. Sta portando avanti silenziosamente il processo di espansione partendo da una nicchia come ha fatto Salvini. Anche la Meloni, come Zingaretti, è una persona normale, di buon senso, non ha tratti straordinari ma questa sua tenacia e anche la sua coerenza di fondo la sta premiando. È come un gestore di un fondo che raddoppia i soldi dei suoi risparmiatori. Seppure senza fare niente di straordinario”.

Matteo Renzi 7.5

Faccione Renzi
 

“Lui è un po’ come Di Maio e Salvini. È uno di quei personaggi che ha dei colpi di genio assoluti e poi fa delle mosse inspiegabili. Il suo colpo di genio assoluto è stata la gestione della crisi in agosto, lì merita un 9/10. Ma il minuto dopo, quando esce e fa il suo ‘partitello’, che dovrebbe essere già grande e determinante, ricade nel rischio della sopravvalutazione delle sue possibilità che ha determinato la sua rapida discesa. Tende a lasciarsi andare alla sopravvalutazione delle sue possibilità”.

Berlusconi S.V.

Faccione Berlusconi
 

“Berlusconi senza voto. È un presente/assente. C’è ma non c’è. E’ questo il problema di Silvio Berlusconi. Ovviamente è anche dovuto alla sua elezione dello scorso maggio all’Europarlamento”.