Che la realtà sia concretizzazione d’un progetto astratto, è ovvio. Come è ovvio anche che il progetto dev’essere sempre fondato su una piattaforma piuttosto solida e credibile. Sul niente non si crea niente. Aldilà del fatto che qualunque annuncio dev’essere notizia d’una realtà certa, desta, però, perplessità e scetticismo la pretesa che in politica (se davvero attiva e operante) possa esserci spazio per “annunci” credibili, a meno che il “governante” non abbia poteri assoluti o possa disporre a suo piacimento delle volontà d’una grandissima quantità di persone, a lui sempre e comunque devote.
Tra poche ore il Governo italiano annuncerà interventi molto importanti. Saranno – non si vuole dubitare – certamente messaggi di cose reali; ma, perché siano davvero entità reali dovranno passare dall’approvazione di “Aule Parlamentari Democratiche”, in cui ogni ‘eletto’ (ovviamente dal popolo, e non nominato dall’alto!) “rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, dovendo, quindi, votare secondo la sua coscienza in assoluta autonomia di giudizio critico. Per questo è necessario valutare “realisticamente” se – in tutti gli annunci che saranno dati – ci sarà la sintonia delle valutazioni delle diverse parti, tutte dettate da esigenze pur’esse reali e sempre difese con forza che non arretra. Se ciò non accadrà, saranno solo comunicazioni di desideri, che rimarranno puri sogni in tutto o in parte. Bruciante delusione per il popolo, che rischia di rimanere disilluso comunque, allorquando s’accorge di cosa c’era sotto (astutamente nascosto) e oltre (accortamente sottaciuto) la realtà annunciata. Nel gioco degli scacchi, ogni mossa è determinata dalla mossa (non sempre prevedibile) dell’avversario. Ma quello degli scacchi è solo un gioco. Ma non la politica: quando essa, oltre che tempestiva e spumeggiante, non è anche saggia e prudente, si trasforma in gioco addirittura d’azzardo. E il sicuro perdente è sempre il popolo. Le cui reazione non è sempre possibile prevedere.
Di Cosimo Scarcella
