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Renzi vada oltre annunci e mera apparenza

“Desta perplessità la pretesa che in politica possa esserci spazio per annunci credibili, a meno che il governante non abbia poteri assoluti o possa disporre a suo piacimento delle volontà d’una grandissima quantità di persone”. Il filosofo Cosimo Scarcella risponde all’editoriale di Fausto Lupetti ‘Matteo Renzi come l’angelo Gabriele’

Che la realtà sia concretizzazione d’un progetto astratto, è ovvio. Come è ovvio anche che  il progetto dev’essere sempre fondato su una piattaforma piuttosto solida e credibile. Sul niente non si crea niente. Aldilà del fatto che qualunque annuncio dev’essere notizia d’una realtà certa, desta, però, perplessità e scetticismo la pretesa che in politica (se davvero attiva e operante) possa esserci spazio  per “annunci” credibili, a meno che il “governante” non abbia poteri assoluti o possa disporre a suo piacimento delle volontà d’una grandissima quantità di persone, a lui sempre e comunque devote.

Tra poche ore il Governo italiano annuncerà interventi molto importanti. Saranno – non si vuole dubitare – certamente messaggi di cose reali; ma, perché siano davvero entità reali  dovranno passare dall’approvazione di “Aule Parlamentari Democratiche”, in cui ogni ‘eletto’ (ovviamente dal popolo, e non nominato dall’alto!) “rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, dovendo, quindi, votare secondo la sua coscienza in assoluta autonomia di giudizio critico. Per questo è necessario valutare “realisticamente” se – in tutti gli annunci che saranno dati – ci sarà la sintonia delle valutazioni delle diverse parti, tutte dettate da esigenze pur’esse reali e sempre difese con forza che non arretra. Se ciò non accadrà, saranno solo comunicazioni di desideri, che rimarranno puri sogni in tutto o in parte. Bruciante delusione per il popolo, che rischia di rimanere disilluso comunque, allorquando s’accorge di cosa c’era sotto (astutamente nascosto) e oltre (accortamente sottaciuto) la realtà annunciata. Nel gioco degli scacchi, ogni mossa è determinata dalla mossa (non sempre prevedibile) dell’avversario. Ma quello degli scacchi è solo un gioco. Ma non la politica: quando essa, oltre che tempestiva e spumeggiante, non è anche saggia e prudente, si trasforma in gioco addirittura d’azzardo. E il sicuro perdente è sempre il popolo. Le cui reazione non è sempre possibile prevedere.

Di Cosimo Scarcella