Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Nel Pd c’è rabbia e frustrazione. Le nuove consultazioni del Capo dello Stato non hanno portato a nessuna apertura da parte del Pdl. Berlusconi insiste con la necessità di una mediazione sul nuovo inquilino del Colle e di un governo politico di grande coalizione che veda assieme il Pd, il Pdl, la Lega Nord e Scelta Civica. “Noi siamo ancora disponibili a un governo di coalizione”, ha detto Berlusconi dopo il colloquio con Napolitano, durato quasi un’ora e mezza. “Siamo aperti a che il Pd avanzi una sua candidatura. Ci va bene Bersani, come ci vanno bene anche altri nomi. Ma serve un governo politico, nessun tecnico”. Anche la Lega Nord segue la linea dettata dal Cavaliere.
Ma a largo del Nazareno sono intransigenti: noi con il Pdl non governeremo mai, rivelano ad Affaritaliani.it fonti vicine al segretario Bersani. La convinzione è quella che un governo “con Bersani premier e Alfano vice”, come aveva suggerito il Cavaliere, sarebbe la fine politica del Pd che alle prossime elezioni, affatto lontane, non prenderebbe neppure un voto e vedrebbe Beppe Grillo crescere ancora. Il piano B di Bersani è il governo del presidente, di scopo, istituzionale, o come lo si vuole chiamare. Ma Maroni è intransigente: non daremo mai la nostra fiducia a nuovi tecnici.
Stallo completo. Napolitano ha sperato in un qualche tipo di apertura, ma nessuno si è mosso dalle proprie posizioni. Così il Colle dovrà decidere come uscire dall’impasse. Di mandare Bersani a chiedere i voti in Aula proprio non ci pensa. Se fosse sfiduciato rimarrebbe in carica per gli affari correnti, ma il governo sarebbe morto e il Paese non si può permettere che il clima politico si esasperi oltre e che l’Italia sia alla mercé dei mercati, pronti a farci fare la fine di Cipro. L’estrema ratio sarebbe nominare la Cancellieri come premier e andare avanti con un governo fotocopia di quello attuale fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, magari con l’unico scopo di varare una nuova legge elettorale. Poi tutti al voto.
