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Il Pd si spacca sulla legge elettorale. Le posizioni e chi sta con chi. Inside

Proporzionale tedesco con sbarramento o maggioritario con premio? Le posizioni

Il Pd si spacca sulla legge elettorale. Le posizioni e chi sta con chi. Inside
Enrico Letta
Non c’è pace al Nazareno. Il Partito Democratico riesce a spaccarsi anche sull’ipotesi di riforma elettorale. Una divisione netta e radicale che finisce per lacerare anche il Movimento 5 Stelle, già alle prese con una balcanizzazione dei gruppi parlamentari. Un fronte eterogeneo formato dal leader storico della sinistra romana dem, Goffredo Bettini, dalla nuova…

Legge elettorale, diviso anche il M5S. Una lacerazione che potrebbe condizionare la partita per il Quirinale

 

Non c’è pace al Nazareno. Il Partito Democratico riesce a spaccarsi anche sull’ipotesi di riforma elettorale. Una divisione netta e radicale che finisce per lacerare anche il Movimento 5 Stelle, già alle prese con una balcanizzazione dei gruppi parlamentari. Un fronte eterogeneo formato dal leader storico della sinistra romana dem, Goffredo Bettini, dalla nuova corrente de I Riformisti, dal capo politico dei 5 Stelle Giuseppe Conte sostiene la riforma elettorale in senso proporzionale con sbarramento al 4 o 5% (modello tedesco) in modo tale che i piccoli partiti siano costretti a confluire nei grandi.

Su questa linea sembrano attestarsi i ministri del Pd, Guerini, Franceschini e Orlando. Con il proporzionale, è evidente, la prospettive è quelle delle maggioranze che si formano in Parlamento dopo le elezioni, proprio come accadeva nella Prima Repubblica.

Sul fronte opposto, il segretario del Pd Enrico Letta. Gli unici ad uscire allo scoperto a suo sostegno sono gli ex zingarettiani, che hanno dato vita ad un’area politica autonoma, Prossima. Sia il loro principale promotore, Nicola Oddati, che Marco Furfaro, hanno più volte manifestato la loro preferenza per il maggioritario. Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sembra a favore del maggioritario, non uninominale ma con premio nazionale alla prima coalizione che garantisca la governabilità.

Due sistemi diametralmente opposti che dimostrano come il Pd sia molto lontano da una posizione comune anche su altri dossier chiave, primo fra tutti la partita del Quirinale. Letta più volte ha rinviato la partita legge elettorale a dopo l’elezione del presidente della Repubblica e ha chiarito che vive comunque la questione in maniera molto aperta. La cautela di Letta sembra dovuta a due aspetti.

Innanzitutto non vuole correre il rischio di andare sotto nel partito su un tema decisivo. Poi vuole riservarsi di valutare io campo una volta archiviata la pratica Quirinale. La via d’uscita potrebbe essere affidata proprio alle agorà democratiche, di cui Oddati è coordinatore. Sia sulla coalizione che sulle scelte programmatiche più delicate, potrebbe essere proprio questo nuovo strumento voluto da Letta a decidere.

Non a casi il segretario del Pd le tira in ballo proprio sulle questioni più spinose, nel tentativo di scardinare rendite di posizione e possibili veti incrociati. Insomma la partita decisiva sembra entrare nel vivo.