Ilaria Salis punta a ottenere l’annullamento della condanna civile da circa 300mila euro riconosciuti in primo grado a due ex collaboratori. La difesa dell’eurodeputata di Avs sostiene che non le sia stato notificato correttamente l’avvio del procedimento. La decisione della giudice è attesa martedì 13 ottobre.
I legali contestano le notifiche: se fossero nulle, il processo dovrebbe ripartire dal primo grado
La richiesta di annullamento è stata presentata dai legali di Ilaria Salis durante l’udienza d’appello di lunedì 12 ottobre al Tribunale del Lavoro di Milano. Al centro della controversia c’è il licenziamento di due ex collaboratori dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ai quali era stato riconosciuto in primo grado un risarcimento complessivo di circa 300mila euro, con sentenza successivamente sospesa.
Secondo la difesa, Salis non avrebbe mai ricevuto la notifica dell’avvio del procedimento e sarebbe venuta a conoscenza della causa soltanto dopo la pronuncia della sentenza. Per questo gli avvocati chiedono di annullare la decisione di primo grado e di riprendere il processo dalla sua fase iniziale.
A spiegare le possibili conseguenze della pronuncia è stato l’avvocato Federico Manfredi, che assiste l’eurodeputata: “La decisione di domani sarà sulla corretta instaurazione del contraddittorio, quindi sul fatto che tutte le parti interessate abbiamo avuto effettivamente diritto di intervenire nel giudizio di primo grado. Se la Conte riterrà che le notifiche sono state fatte bene, andrà avanti nell’esaminare l’appello. Se invece riterrà che le notifiche sono state fatte male e che quindi sono nulle, cancellerà la decisione di primo grado e riporterà il processo riavvolgendo il nastro a quando è stato instaurato”.
Se la giudice riterrà valide le notifiche, l’appello proseguirà con l’esame della controversia. In caso contrario, la decisione di primo grado sarà annullata e il procedimento dovrà ricominciare. Salis era presente in aula. Prima dell’udienza aveva dichiarato ai giornalisti: “Sono serena per l’udienza, non rilascio dichiarazioni”. Al termine dell’udienza, fuori dal Palazzo di Giustizia, l’eurodeputata ha ribadito la propria posizione: “Attendiamo con serenità la decisione”.


