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Ilaria Salis e il gruppo “antifa”. Così era in “lista nera” della Germania da tempo

Ecco che cosa c’è dietro al blitz della polizia in albergo a Roma, prima della manifestazione No Kings

Ilaria Salis e il gruppo “antifa”. Così era in “lista nera” della Germania da tempo
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Il blitz della polizia nell’albergo di Roma dove soggiornava Ilaria Salis è diventato un caso politico che coinvolge non solo l’europarlamento ma anche il governo italiano. La deputata europea di Avs ha denunciato di essere stata sottoposta a un controllo di polizia. Ma dai vertici militari è stato chiarito che l’intervento degli agenti è stato un errore. Ma cosa c’è dietro a tutto questo? Il sopralluogo – riporta Il Corriere della Sera – è scattato perché Salis compare negli atti dell’inchiesta tedesca sul gruppo eversivo di estrema sinistra “Hammerbande”, insieme con quelli di altri italiani per i quali non è scattata l’estradizione in Germania, anche in considerazione del fatto che Berlino ha scelto in alcuni casi di accogliere la richiesta di estradizione dei giudici ungheresi.

Nei suoi confronti dalla Germania era stato chiesto un controllo personale, del veicolo utilizzato e dei suoi accompagnatori — come l’assistente Ivan Bonnin sul quale Giovanni Donzelli (FdI) annuncia un’interrogazione parlamentare —, con l’ora e il luogo dell’identificazione. E per questo la polizia è entrata nella stanza dell’hotel Varese a Roma. La Germania ha infatti avviato un procedimento penale “a specchio” con quello dell’Ungheria — per Angelo Bonelli di Avs la richiesta tedesca sarebbe stata sollecitata proprio da Budapest — per i fatti del 2023 nei confronti di “Antifa’ Ost”, classificato l’anno scorso come organizzazione terroristica anche dal Dipartimento di Stato americano, oltre che dall’Ungheria.