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Inside M5S: ‘Ora ci tocca seguire Salvini. O addio governo e…’

“Abbiamo preso una bella botta. Ci aspettavamo almeno il 20%”

Inside M5S: ‘Ora ci tocca seguire Salvini. O addio governo e…’
di maio

“Abbiamo preso una bella botta. Ci aspettavamo almeno il 20%, e invece…”. Così fonti qualificate del Movimento 5 Stelle commentano con Affaritaliani.it l’esito delle elezioni europee. Sui motivi della sconfitta i pentastellati vedono l’incapacità di proporre un nuovo modello per il Sud (a parte il reddito di cittadinanza che sta trovando attuazione proprio in queste settimane e che riguarda soprattutto il Mezzogiorno), dove restano la prima forza politica quasi ovunque ma subiscono un forte ridimensionamento, e l’assenza di una politica che possa fare breccia al Nord, dove invece la Lega vince a mani basse (tranne che nelle zone borghesi delle grandi città dove prevale il Pd) e in certe zone prende addirittura cinque o sei volte i voti del M5S. Che fare ora? “E’ evidente che la situazione all’interno dell’esecutivo si è invertita, da oggi dovremo seguire la Lega sui suoi temi o il governo va a casa e andiamo all’opposizione”, spiegano le fonti.

Nei 5 Stelle è presente la consapevolezza che adesso Matteo Salvini e il Carroccio metteranno il piede sull’acceleratore sulla flat tax, sull’autonomia regionale, sulle grandi opere (sblocca-cantieri) con riferimento anche alla Tav Torino-Lione. “Se prima, forti dei numeri in Parlamento e del 4 marzo 2018, potevamo frenare la Lega, ora dovremo andargli dietro”, ammettono a denti stretti dal M5S. E’ evidente che Luigi Di Maio cercherà comunque di non farsi comandare in toto da Matteo Salvini ma la sua capacità di arginare il ministro dell’Interno è compromessa. “Anche perché – spiegano i pentastellati – Salvini ha un’alternativa di Centrodestra, noi no. Certo non possiamo andare con il Pd e la sinistra-sinistra, se guardiamo al risultato di Fratoianni, praticamente non esiste”. Di Maio sotto processo? “Presto per dirlo, anche perché Roberto Fico e i suoi non hanno la forza di proporre un’alternativa. Ma è chiaro che quando un leader vince è inattaccabile, quando perde finisce nel mirino. E così sarà”, concludono le fonti.