Il ministro teme effetti su Libano ed energia e chiede un’Onu più incisiva
“Non abbiamo avuto richieste” dagli Usa per l’uso delle basi in Italia nell’ambito del conflitto contro l’Iran, “neanche per l’uso logistico. L’ho detto anche a Rubio. Devono informarci. Droni da Sigonella? Per l’uso delle piste ci informano sempre, per via dell’uso dello spazio aereo. Per qualsiasi altro uso passeremo dal Parlamento, non come fece D’Alema: noi faremo passaggi parlamentari”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite a Start su Sky TG24.
“Tutto, in questi ultimi anni, si muove al di fuori del diritto internazionale. Le Nazioni Unite hanno al vertice la Russia che ha invaso l’Ucraina in contrasto col diritto internazionale: è difficile farlo rispettare in questo contesto”. Continua il ministro. “Nessuno, a parte Grossi, ha cercato di fermare l’Iran che stava costruendo la bomba atomica così da colpire in modo letale Israele. Più volte Teheran ha affermato di voler cancellare Israele. Israele avrà le sue responsabilità ma l’Iran voleva andare avanti in questo senso. Loro non demordono. L’Onu non ha fatto granché, e io ne sono un sostenitore. Ma le Nazioni Unite Vanno rafforzate per avere un ruolo più incisivo e scongiurare le guerre.”
Tajani: “Finché ci sono connazionali a rischio le ambasciate restano aperte”
“Finché ci sono italiani a rischio le ambasciate non chiudono” anche “come segnale politico, proprio perché noi vogliamo continuare il dialogo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ospite a Start su Sky TG24, sottolineando che non è stata chiusa la rappresentanza italiana in Iran. “Abbiamo trasferito l’ambasciatrice e pochi altri funzionari all’ambasciata d’Italia a Baku, da lì continuerà a tenere i rapporti con l’Iran”. “Non vogliamo chiudere le ambasciate, anzi abbiamo mandato rinforzi nei vari Paesi, dall’Oman agli Emirati Arabi, oltre che in Sri Lanka perché c’è bisogno di personale che assista gli italiani”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Siamo l’unico Paese che in ogni aeroporto ha un desk per assistere i concittadini. Ne abbiamo fatti evacuare 10 mila su 100 mila. Stiamo facendo uno sforzo organizzativo massimo”, ha assicurato Tajani, sottolineando che “molti italiani si stanno spostando dagli Emirati in Oman perché l’aeroporto di Muscat è aperto”.
Sull’ombrello nucleare “le scelte di tipo militare, anche quelle nucleari, devono essere fatte a livello europeo. Non su iniziativa di un Paese che dice: io lo faccio, venite con me”. L’ombrello della Francia “bisogna vedere se è efficace o no. Io preferisco fare scelte a livello europeo e farle insieme alla Nato. La Francia inoltre ha dato le sue basi in Medio Oriente per gli attacchi militari contro l’Iran. Se dici che le azioni sono illegali, e poi dai le basi, lo dici per salvarti la coscienza… Ma io non critico”.
Rispetto alle tensioni tra Stati Uniti e Spagna a seguito delle dichiarazioni del governo sulla guerra in Iran “non credo servano le guerre dei dazi. Ma la scelta di Sanchez è stata politica, non mi pare abbia a cuore i rapporti transatlatici… Le cose si possono dire in altri modi”. Ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite a Start su Sky TG24. “Neanche noi vogliamo la guerra – ha detto ancora – Però dobbiamo ricordare che la bomba atomica la stava facendo l’Iran. Noi siamo l’Occidente: questo non vuol dire essere sottomessi a Trump. Siamo contrari all’incremento delle armi nucleari: lo dicevamo con Biden, con Bush, e ora con Trump”.
Tajani: “Situazione in Libano è preoccupante. L’aeroporto di Beirut è aperto, chi vuole può lasciare il paese”
La situazione in Libano “ci preoccupa: tra un’ora avremo una riunione con tutti gli ambasciatori dell’area. Lì abbiamo tante missioni, oltre ai nostri cittadini. Ma l’aeroporto di Beirut è aperto: chi voleva andare via può farlo. Stiamo verificando la sicurezza dei nostri militari. Alcuni dalla base in Kuwait sono stati fatti partire, ne rimarranno molti meno dei consueti 300. Ma non c’è un Paese dell’area che non seguiamo. È la mia priorità. Rischio immigrazione? Speriamo che la guerra finisca il prima possibile e che non ci siano movimenti migratori importanti, come avviene in Sudan. Inoltre, la chiusura dello stretto di Hormuz può creare un aumento del prezzo del grano e provocare situazioni complicate in quelle realtà”.
“Non sarà una guerra breve, credo che durerà almeno 6-7 settimane. Anche le forze armate iraniane hanno capacità per resistere ancora qualche giorno, saranno giornate difficili”, ha aggiunto Tajani.
“Mi pare molto improbabile”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite a Start su Sky TG24 in merito all’ipotesi di riaprire i contatti con la Russia per far fronte all’approvvigionamento energetico alla luce dei disagi per la guerra contro l’Iran. “C’è un fronte che noi non dobbiamo dimenticare che è quello dell’Ucraina, ci siamo impegnati, abbiamo difeso l’Ucraina, abbiamo deciso di non usare più il gas russo, ci stiamo approvvigionando da altre parti”.

