La decisione di venire in “Israele e Palestina” nella prima visita non europea da presidente del Consiglio è stata una scelta “per dare un segnale importante”. Così, aprendo i suoi colloqui a Gerusalemme con il premier Benjamin Netanyahu, Enrico Letta, ha voluto ribadire che la pace in Medio Oriente è una “grandissima priorità per l’Italia”.
Usando il termine “Palestina” e non il tradizionale “Territori palestinesi”, Letta sembra avere fatto riferimento al riconoscimento della Palestina come Stato osservatore alle Nazioni Unite approvato lo scorso novembre da parte dell’Assemblea generale dell’Onu.
Il presidente del Consiglio si è detto ottimista sul contributo che l’Italia e l’Europa possono dare per la pace e per la prosperità in Medio Oriente. A questo fine, Letta ha discusso con Netanyahu anche delle altre minacce alla sicurezza regionale, quelle poste dal programma nucleare iraniano, dal caos in Siria e in Egitto, fino alle attività del movimento sciita libanese Hezbollah.
