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Politica
Ius Scholae, Lega fuori dal governo e crisi se diventa legge
Matteo Salvini

La Lega non può restare in un governo che approva due provvedimenti, Ius Scholae e cannabis, visti come fumo negli occhi dagli elettori di destra


"Incredibile, vergognoso e irrispettoso per gli italiani. In un momento di crisi drammatica come questo, la sinistra mette in difficoltà maggioranza e governo insistendo su cittadinanza agli immigrati e cannabis anzichè occuparsi di lavoro, tasse e stipendi". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la volontà della sinistra di affrontare Ius Scholae e cannabis alla Camera da oggi pomeriggio. Le dichiarazioni, scarne ma fulminanti, del leader leghista sono una vera e propria bomba sul governo Draghi.

La traduzione delle parole del segretario del Carroccio sono chiarissime: se il Parlamento approverà in via definitiva i provvedimenti su Ius Scholae e cannabis, come intende fare soprattutto il Partito Democratico, la Lega uscirà dal governo Draghi, ritirando i suoi tre ministri e votando contro la fiducia all'esecutivo. D'altronde ormai siamo in campagna elettorale e dopo il brutto risultato delle elezioni comunali Salvini ha assolutamente bisogno di recuperare terreno e fiducia tra gli elettori.

Governo: Lega, aperto riflessione. Cosi' non si va avanti (Come anticipato da affaritaliani.it)

"Abbiamo fatto presente in capigruppo che portare alla discussione la liberalizzazione delle droghe leggere e lo ius soli mascherato" era inaccettabile perche' per noi "sarebbe difficile spiegare ai cittadini che ci occupiano di questo invece che dei rincari dei carburanti. La risposta da parte della sinistra e' stata arrogante, 'noi abbiamo i numeri'. A fronte di questo atteggiamento abbiamo aperto una riflessione politica nella Lega, perche' cosi' non si puo' andare avanti". Cosi' il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, parlando coi giornalisti mentre e' in corso una riunione tra Matteo Salvini e i deputati. 

Restare in un governo la cui maggioranza approva due misure che sono fumo negli occhi degli elettori di destra, come Ius Scholae e cannabis, lascerebbero un'autostrada a Fratelli d'Italia e a Giorgia Meloni e penalizzerebbero ulteriormente la Lega, che già di bocconi amari da quando appoggia Draghi ne ha dovuti ingoiare parecchi. Il punto è chiaro, non si torna indietro. D'altronde lo stesso Salvini, intervistato da Affaritaliani.it prima del primo turno delle Comunali, alla domanda precisa sulla tenuta dell'esecutivo aveva detto che non ci sarebbero stati problemi a meno che "qualcuno non si inventa robe strane, nuove tasse, Ius Soli, ddl Zan, cambio di legge elettorale... robe che farebbero tempo e farebbero litigare...".

Appunto, lo Ius Scholae, per i leghisti, altro non è che l'evoluzione edulcorata dello Ius Soli. La Lega non può restare in un governo la cui maggioranza approva in Parlamento provvedimenti di questo tipo. Non ci sono dubbi. Se il Pd va avanti, e il via libera finale arriva entro l'estate come ha detto ad Affaritaliani.it la deputata Dem Barbara Pollastrini, a settembre il Carroccio esce dall'esecutivo. Se poi il governo andrà avanti o no, i numeri ci sono, si vedrà. Probabilmente sì, visto che c'è da approvare la Legge di Bilancio entro il 31 dicembre. A meno che, per altri motivi, non se ne vadano anche Conte e il M5S.

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