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Politica
Mada Kabobo

Confida che riesce a conciliare gli impegni di parlamentare e di avvocato perché "il tempo lo trovo dormendo poco e ragionando in fretta". E anche quando si tratta di parlare del caso Kabobo, l'immigrato che ha ucciso tre persone a picconate nelle strade del quartiere Niguarda a Milano, Piero Longo, deputato del Pdl e legale di Silvio Berlusconi, spiega che non avrebbe perso tempo: "Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo, gli avrei sparato alle gambe".

Ospite della Zanzara su Radio24, Longo entra nel dettaglio della potenziale reazione: "Basta sparare alle gambe per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato, avrei sparato di nuovo alle gambe e poi addosso". E ancora: "Con chi credete di parlare? Non mi sarei andato a nascondere da qualche parte", assicura il deputato della Repubblica. Che aggiunge: "Ho la pistola qui davanti a me, nel mio studio, anche se non posso portarla né alla Camera né in tribunale e nemmeno in treno". Si tratta, racconta lui stesso, di "una Luger Lcr fabbricata in America". E a ogni modo "mi hanno appena rinnovato il porto d'armi".

Longo ha poi definito "poco probabile" l'assoluzione di Berlusconi nel processo Ruby. "Lo dico con riferimento all'atmosfera che si vive - spiega il deputato - ma non mi arrendo di fronte alle probabilità, altrimenti dovrei ammettere che non ci sono gli estremi per assolverlo. Dobbiamo ancora intervenire noi, io e Ghedini, e ovviamente speriamo di cambiare le cose". Poi però lancia un avvertimento: "Se Berlusconi fosse interdetto dai pubblici uffici, al giudizio della Cassazione, il governo cadrebbe forse un secondo prima dell'interdizione". "Però - prosegue Longo - Berlusconi ha capacità politiche eccezionali: potrebbe riuscire a cavalcare un'interdizione uscendo dal parlamento e rimanendo a capo di una coalizione politica".

"Fosse stato per me - dice ancora Longo - questo governo non si doveva neanche fare. Non sono felicissimo di questo accordo. Sono mondi diversi, viene giustificato solo per una sorta di stato di necessità, una camicia stretta. E' un governo in cui una parte politica ha tentato di fare un accordo con forze politiche come i grillini". "Beppe Grillo - prosegue - vuole molte persone in galera, un po' tutti. E' un movimento poco democratico perché se uno non ha un pc non può partecipare. Ma non è obbligatorio avere un pc e saperlo adoperare: invece questi grillini sono legati con un filo tremendo a questa struttura cioè il web, la rete. Immaginano che tutti debbano stare attaccati al pc, dall'operaio alla suora".

Longo parla quindi di Ilda Boccassini: "Ha una grande capacità di indagine, di far lavorare la polizia, raccoglie centinaia di migliaia di dati, poi li elabora attraverso schemi mentali che mi sono estranei. Io stimo sempre i miei avversari: che gusto ci sarebbe a vincere in un processo con avversari di scarsa levatura?. Perdere con uno bravo è meno umiliante". "Non credo che nella Boccassini ci sia qualcosa di morboso - dice ancora Longo - come ha detto Marina Berlusconi. La Boccassini ha una passione inquisitoria per Berlusconi. E' manichea, per lei il mondo si divide in buoni e cattivi senza sfumature. Una carenza di equilibrio che è propria di una parte minoritaria della magistratura, che però è molto attiva".

 

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