Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » L’Europa attendista presa in contropiede dal terremoto elettorale italiano

L’Europa attendista presa in contropiede dal terremoto elettorale italiano

Elezioni 2018. Il terremoto elettorale stordisce gli euroburocrati

L’Europa attendista presa in contropiede dal terremoto elettorale italiano
Elezioni 2018 Partiti urna elettorale ape

‘Attendismo’ è la parola che sta attraversando tutto l’establishment europeo nel confrontarsi con l’inaspettato voto dell’Italia.
Un vero e proprio terremoto.
Calmi e in attesa non sono solo i parlamentari stranieri, ma pure l’Alto Commissario Federica Mogherini e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Cosa ha portato a questa ‘innaturale’ tranquillità? Tranquillità espressa pure dai mercati internazionali, dalle Borse e da uno spread poco mosso.

Elezioni 2018. Un momento di bonaccia in Europa.

In parte, forse, questa ‘ bonaccia’ è scaturita dalle parole rassicuranti di Silvio Berlusconi nel suo viaggio dai Popolari Europei dove sono risuonate parole profetiche ( ora all’incontrario): ‘vi posso assicurare che l’Italia avrà un governo stabile’. O magari, e questo parrebbe più credibile, una certa sottovalutazione dell’evento. 

Sta di fatto che la mattina del 5 marzo la burocrazia di Bruxelles ha avuto un brusco risveglio.

In fondo un’ Europa con il naso all’insù si era preparata a digerire il ritorno, più o meno ufficiale, del Cavaliere Berlusconi. Ma aveva anche pensato che, alla fine, una legge elettorale come il Rosatellum avrebbe garantito un Governo di larghe intese e quindi un futuro sereno per l’attuale modello europeo.

nvece il mare di voti ottenuti nell’Italia del Sud dal Movimento 5 Stelle e l’altrettanto oceano di consensi ottenuti nell’Italia del Nord dal Centro Destra a guida Lega ha scombinato le carte, ha portato un terremoto ed ora l’Europa comincia a prepararsi per digerire due leader come Luigi Di Maio e Matteo Salvini. 
Uno a capo di un movimento orientato all’assistenzialismo l’altro a capo di una formazione che vuole creare valore attraverso il lavoro.

Elezioni 2018. Fiducia nel Presidente Mattarella.

E così, solo formalmente per il momento, si sono avute dichiarazioni di grande rispetto per il voto degli italiani e soprattutto di grande fiducia nel Presidente Mattarella. ‘ Per ora – dicono da Bruxelles- l’Italia non desta preoccupazione e si confida nel Presidente’. 
Ovviamente il Governo di due partiti non perfettamente europeisti alla guida di uno dei Paesi fondatori non  fa fare salti di gioia a nessuno. 

Anche se qualcuno, con la memoria lunga, e a proposito di partiti euroscettici, ricorda l’esperienza della Grecia e di Tzipras in particolare.
Un partito quello di Tzipras entrato in scena come incendiario e finito per fare il capo dei pompieri per evitare guai economici irrimediabili.

Si immagina e si spera quindi ad un ridimensionamento dell’aggressività dei due leader nel momento in cui, uno dei due, varcherà le porte dell’Europarlamento.

Intanto, mancando commenti ufficiali, se ne sentono molti altri ‘off the record’ a Bruxelles. 
I commenti sottolineano come ‘ in Italia stia cominciando qualcosa di radicalmente nuovo’, oppure ‘ un voto più duro e nazionalista’, o ancora ‘ un voto che rappresenta l’insofferenza dei cittadini italiani verso l’establishment europeo’.

E così, dopo la sbornia della notte dopo il voto, e cercando di entrare nella testa del Presidente Mattarella, i due leader aprono a possibili accordi. 
Il Talebano Luigi Di Maio disponibile con tutti come pure il duro e intransigente Roberto Salvini.
Il mercato è aperto e la corsa alla stabilità pure. 
Non mancheranno le novità per gli euroburocrati.