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L’immigrazione di Minniti: un “nuovo modello di accoglienza”

 

Roma, (askanews) – Il modello di accoglienza del ministro dell’Interno Marco Minniti si incardina su una divisione fondamentale fra chi ha diritto di restare in Italia e chi no. Il ministro rifiuta l’equazione fra terrorismo e immigrazione ma avverte: dalla mancanza integrazione nasce il terrorismo. Quindi cruciale è procedere alla integrazione “buona”.”Noi dobbiamo accogliere e integrare chi ha diritto, dobbiamo rimpatriare chi non ha diritto e viola le regole. Punto.”Su questa base, Minniti propugna un nuovo modello di accoglienza: “abbiamo fatto un accordo con l’anci, volontario ma che io considero positivo; però dobbiamo allargare la platea dei comuni che accolgono”.L’accoglienza, prosegue il ministro, è più sostenibile con i piccoli numeri. Ma fondamentale è abbattere i tempi dei procedimenti per i richiedenti asilo: “Oggi si parla di circa due anni, un tempo troppo lungo per i diritti dei richiedenti e per le comunità. Bisogna intervenire sul piano legislativo per esempio annullando un grado di giudizio”.E da qui Minniti passa a quello che definisce “il vuoto dell’attesa”, con la controversa proposta di utilizzare i richiedenti asilo per lavori di pubblica utilità finanziati con fondi europei: “E’ chiaro che l’impegno sarà quello di non creare nessuna concorrenza nei mercati del lavoro, perché quello non è un lavoro perché appunto non sarà retribuito”.Particolare attenzione poi al tema del drammatico aumento dei minori non accompagnati, con un invito al Senato: “Il ministro dell’Interno auspica l’approvazione del disegno di legge. Io penso che sui minori non accompagnati si giochi la civiltà di un paese”.E infine il tema dei rimpatri: “Rimpatriare significa riportare indietro nei paesi di provenienza: io non mi accontento di un foglio di via”. E nell’attesa del rimpatrio, un’altra controversa proposta: la riapertura di centri che consentano di avere 1600 posti su tutto il territorio nazionale; uno per regione. “E’ chiaro che quello che io ho proposto non c’entrano nulla con i vecchi Cie. Qui ci sono augusti latinisti che potranno capirlo meglio di me”.