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Politica

di Guido Camera,
avvocato Tribunale di Milano

“La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”, affermò il divo Giulio (quello originale, si intende…) ripudiando la moglie Pompea, che pare sinceramente amasse, pur sapendola innocente dall’accusa di infedeltà che i suoi avversari spargevano ad arte per screditarlo. Saranno stati calcoli politici – che non hanno età – però non si possono non condividere le parole di Cesare: sulle quali il Premier Letta avrebbe dovuto riflettere un po’ più a lungo prima di respingere le dimissioni del Ministro Cancellieri.   
Intendiamoci bene: io credo che il Governo debba sopravvivere e che le elezioni – nell’attuale contesto - siano solo un inutile costo per i cittadini, un fattore di ulteriore, e nociva, esacerbazione del costante clima di conflitto che stiamo vivendo e un pericoloso palcoscenico per le sempre più numerose forze populiste e qualunquiste. Peraltro, ho simpatia per la figura del Ministro Cancellieri e credo che abbia svolto diligentemente il ruolo di Ministro, sia con Monti e sia con Letta.
Tuttavia, la telefonata con la compagna di Ligresti è inaccettabile: giusto che il Ministro si occupi, e si preoccupi, delle condizioni dei detenuti, però il “mi metto a disposizione”, sinceramente, è una frase inopportuna, ambigua e obiettivamente fuori luogo.
A dire il vero, peraltro, la frase, secondo la mia opinione professionale, era pure del tutto inutile perché, a ben vedere, il patteggiamento offerto dai difensori di Giulia Ligresti alla Procura di Torino è stato un elemento processuale di tale rilievo – in un’ottica accusatoria - che difficilmente avrebbe potuto precludere la concessione della libertà personale all’indagata. Condizioni di salute a parte, per dirla tutta.
Dunque, perché commettere una tale ingenuità? Chiaro che, allora, assumono corpo le dietrologie inerenti il rapporto di lavoro intercorso tra il figlio del Ministro e Fonsai, le accuse di avere privilegiato il detenuto “ricco” rispetto al “povero”, i dubbi sull’autonomia del Ministro, che, leggendo quanto sembrerebbe avere dichiarato Salvatore Ligresti ai pubblici ministeri, non avrebbe esitato a ricorrere all’aiuto dell’importante, e non immacolato, costruttore siciliano, che avrebbe interceduto con Berlusconi per l’allora Prefetto Cancellieri.
In quel momento storico il Ministro Cancellieri avrebbe potuto fare tutto, tranne che quella telefonata alla compagna di Ligresti. Non può – soprattutto di questi tempi - passare il messaggio che un Ministro possa farsi influenzare, anche se in buona fede, da rapporti personali.
Chi si occupa della cosa pubblica deve essere come la moglie di Cesare.

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