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Politica
La miseranda fine di Liberi e Uguali, nato soltanto per ripicca contro Renzi
Foto La Presse

Liberi e Uguali è finito, kaputt, tristemente disgregato. L'alternativa "dura e pura" di Sinistra al Pd si è sciolta come neve al sole dopo aver raggiunto l'unico scopo della sua costituzione, ovvero indebolire il Partito Democratico alle elezioni del 4 marzo, oltre a vendicarsi del nemico Matteo Renzi e donare una casa politica a personaggi quali Laura BoldriniPierluigi Bersani, Pietro Grasso e così via, permettendo loro di ricandidarsi in Parlamento. Nel caso della Boldrini, per giunta, con scarsissimi risultati, che tuttavia non le hanno impedito di essere ripescata ed entrare alla Camera dei Deputati.

Sabato scorso, Articolo 1-MDP, formazione politica guidata da Roberto Speranza, ha annunciato la dipartita da Liberi e Uguali, piantandovi l'ultimo chiodo nella bara e segnando il tragico (nonché risibile) epilogo di un progetto che non nacque per costruire una nuova speranza (è il caso di dirlo) a Sinistra bensì solo ed esclusivamente per danneggiare il Partito Democratico. 

Un partito costituitosi perlopiù per ripicca contro Matteo Renzi, con assurde e insipienti velleità di dialogare con il M5s, che ovviamente ha fatto orecchie da mercante non volendo avere nulla a che fare con dinosauri istituzionali quali Bersani o D'Alema, "padre nobile" dell'operazione ma non rieletto e protagonista di un flop colossale alle urne, né tantomeno con l'ex presidente della Camera Boldrini, contro la quale i grillini hanno fondato almeno il 70% della propaganda degli ultimi cinque anni.

E così, ecco che a Sinistra muore l'ennesima entità politica a tutto vantaggio del governo giallo-verde, in primis del Movimento 5 Stelle per l'appunto, ma anche della Lega di Matteo Salvini, che il 4 marzo ha ottenuto voti anche da ex elettori del Pci, Pds, Ds, Pd, ormai allo sbando e rimasti politicamente orfani nel corso degli anni con le scissioni sempre più atomiche delle formazioni di area, scissioni della quali quella di Liberi e Uguali è solo l'ultima in ordine di tempo.

Peccato però che, con la fine di LeU, i vari Speranza, Bersani, Fratoianni, Boldrini, Grasso e così via restino comunque sul groppone dei contribuenti italiani, alla faccia dei cittadini che, almeno fin quando durerà la legislatura, resteranno tutt'altro che "liberi" (di mandarli definitivamente a casa) e ben poco "uguali" (ai personaggi succitati che siedono profumatamente pagati in Parlamento). 

 

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