La Piazza 2026, parla la ministra del Lavoro Marina Calderone
Il direttore di Affaritaliani Marco Scotti dialoga con la ministra del Lavoro Marina Calderone durante la kermesse La Piazza.
Il sondaggio di questa sera lanciato dal nostro giornale la vedono al primo posto nella classifica di gradimento dei ministri. Come commenta questo risultato? “È un elemento positivo. Per me, come sempre, è una questione di lavoro: sono la ministra del Lavoro e quindi è una questione di lavoro, di impegno, di essere coerente con quello che faccio ogni giorno e, soprattutto, con il programma che ci siamo dati e che stiamo portando avanti”.
Su rapporto tra lavoro e intelligenza artificiale, Calderone dichiara: “L’intelligenza artificiale ci sta dividendo tra millenaristi ed entusiasti: tra chi pensa che ruberà e distruggerà posti di lavoro e chi, invece, la guarda con favore. Al di là dei giudizi critici, che lasciano un po’ il tempo che trovano, il Ministero del Lavoro sta affrontando questo tema con la consapevolezza che non si può scegliere di non tenere conto del fatto che l’innovazione sta condizionando il mondo del lavoro. Poi bisogna comprendere se questa trasformazione avvenga in positivo o in negativo.Io sono convinta che tutte le grandi trasformazioni e l’innovazione, in sé, siano un fatto positivo. Certo, è una sfida, e una sfida che deve portare anche a mettere in sequenza una serie di interventi e, soprattutto, a fare delle scelte importanti. Quando si parla di innovazione applicata al lavoro e al modo di organizzare il lavoro, vuol dire anche avere la consapevolezza che il set delle competenze delle persone, ma anche degli imprenditori, deve essere sicuramente aggiornato. Noi, come Ministero del Lavoro, oltre ad avere la titolarità dell’Osservatorio per l’analisi dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, che è uno dei nostri compiti nell’ambito della legge italiana sull’intelligenza artificiale, abbiamo adeguato tutte le nostre strategie e le nostre applicazioni, compreso il nostro portale, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Sul primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili organizzato da Affaritaliani Calderone ha deto: “Oggi ho incontrato tanti giovani e ho detto loro: fatemi un regalo, andate a utilizzare e a vedere la nostra app, il nostro web coach virtuale, che è basato sull’intelligenza artificiale generativa. App che ha la possibilità di inserire un curriculum, di farlo valutare e, soprattutto, di costruire un percorso di formazione che consenta di acquisire le competenze di cui sentiamo il bisogno e che ci possono accompagnare verso il lavoro che vorremmo”. “Io credo che questa sia la strada: utilizzare la tecnologia per lavorare meglio, lavorare in modo più efficace, gestire al meglio anche tutte le tante esigenze che hanno oggi le persone. Se a un giovane chiediamo cosa si aspetta dal lavoro, la risposta è, prima di tutto, di non dover fare una scelta che poi comprima anche le proprie aspettative di vita oltre il lavoro”, afferma la ministra Calderone.
“Credo che, in questo, la tecnologia ci possa aiutare anche sul fronte della sicurezza sul lavoro. Su questo stiamo investendo tantissimo: stiamo investendo in dispositivi di protezione individuale intelligenti e stiamo investendo per fare in modo che, anche nelle riconversioni industriali, laddove le professionalità devono essere adeguate, questo processo tenga conto del fatto che alcune mansioni possono essere affidate alla tecnologia e all’intelligenza artificiale per rendere più sicure e quindi anche ad alto valore aggiunto altre attività a cui possono essere dedicate le persone. Credo che l’intelligenza artificiale debba essere letta in chiave assolutamente positiva: può essere utile per aumentare la produttività individuale e complessiva dell’azienda, purché i processi siano ben governati e, soprattutto, non siano posti in essere in un’accezione sostitutiva. Io sono tra quelli che sono convinti che i dati che vengono analizzati a livello internazionale siano corretti e che, alla fine di un percorso più o meno lungo di cinque anni, avremo un aumento dei posti di lavoro e non, invece, una riduzione.Avremo un riposizionamento, ma anche la necessità di investire nella formazione sulle singole attività. Non c’è più l’attività semplice che può non essere aggiornata e quella, invece, ad alto valore aggiunto e dal punto di vista intellettuale bisognosa di maggiore formazione. Siamo in una fase in cui la formazione deve diventare il paradigma per tutta la forza lavoro aziendale”, aggiunge la ministra del Lavoro.
“Per quanto riguarda il pacchetto lavoro, abbiamo già detto qualcosa e fatto qualche anticipazione. La presidente Meloni, prima ancora della sottoscritta, ha detto che vogliamo consolidare e dare continuità agli interventi che abbiamo già inserito nella legge di bilancio del 2026. Mi riferisco alla tassazione agevolata degli aumenti contrattuali, all’investimento sulla produttività e quindi alla tassazione agevolata di quelli che chiamiamo, in modo più semplice, premi di risultato. C’è poi il tema legato alla gestione del lavoro faticoso, quindi del lavoro straordinario, notturno e festivo. La dimensione è quella di fare un investimento certamente anche in termini di detassazione, ma con un obiettivo: un investimento massiccio in produttività, ma in una produttività buona, che si ripercuota positivamente sulla retribuzione e quindi sui guadagni dei lavoratori”, aggiunge Calderone.
“A questo va associato il salario giusto. Il decreto Primo Maggio rappresenta il completamento e la chiusura di un percorso e di un ragionamento importante perché, da un lato, si investe in produttività e, dall’altro, ovviamente si migliorano le condizioni di reddito. È molto di più del salario minimo di cui certamente qualche formazione politica ha parlato, perché guarda proprio al trattamento economico complessivo, che vuol dire anche valorizzare il valore di un contratto collettivo di lavoro in termini di garanzie. So che ha suscitato una serie di commenti una mia affermazione in cui dicevo che l’Italia è un Paese bellissimo e che, sul fronte del lavoro e del diritto del lavoro, offre un sistema di contrattazione collettiva evoluto e soprattutto in grado di dare una serie di garanzie in più rispetto a quello che magari viene offerto in altri Paesi europei, dove la dimensione dell’importo della retribuzione nasconde però il fatto di come quella retribuzione viene formata e quali garanzie dà”.
“Ribadisco il concetto anche perché l’ho studiato e, se l’ho affermato, qualche valutazione solida l’ho fatta. Il concetto si lega anche ai dati: per la prima volta, nel 2025, abbiamo avuto un -25% nel percorso di uscita dal nostro Paese dei giovani. È un dato in controtendenza, ma soprattutto in controtendenza positiva. Vuol dire che tanti giovani vanno all’estero, ma altrettanti ritornano oppure tanti decidono di restare nel nostro Paese e di mettersi in gioco. A questi ragazzi diciamo certamente che c’è l’impegno massimo del Governo a offrire condizioni di lavoro migliori e a fare investimenti sulla buona contrattazione. Non a caso, diamo gli incentivi del decreto Primo Maggio e tutti gli incentivi che metteremo in campo in futuro per i nuovi posti di lavoro e per le nuove assunzioni solo alle aziende che garantiscono il salario giusto. Vuol dire: paghi bene e dai garanzie contrattuali di livello, allora noi ti riconosciamo il sostegno dello Stato; altrimenti no”, dichiara la ministra del Lavoro.
“Credo che questo sia un elemento importante, insieme al fatto che, anche per quanto riguarda gli incentivi per la creazione di nuove imprese e nuovi studi professionali, stiamo avendo riscontri molto importanti, anche per la composizione per genere. Aumentano le donne imprenditrici e questo è un dato positivo, perché nelle aziende a guida femminile c’è una maggiore sensibilità a dare lavoro alle donne”, sottolinea Calderone.
“Per quanto riguarda l’ipotesi di superamento del meccanismo Isee, io sono convinta della necessità di un restyling, anche in chiave di semplificazione. Però ci vuole parecchio, perché tutti i nostri strumenti, anche di sostegno al reddito e di vicinanza alle famiglie, si basano su quel principio e su quell’istituto. Quando dico che c’è bisogno di semplificare è perché sappiamo perfettamente, e le famiglie lo sanno, che ci sono tanti Isee: non ce n’è uno solo. Se devi fare una domanda per vedere riconosciuto il diritto allo studio e alla percezione di una borsa di studio o a una riduzione della tassa universitaria, c’è un supplemento di documentazione da fornire con il modello Isee, così come ci sono altre specificità per altri interventi. Tutto ciò che consente di semplificare le procedure e di far capire ai cittadini quanto è importante anche l’investimento che lo Stato fa in termini di sostegni, e quindi di dare immediatezza nella comprensione del sostegno, è importantissimo. Su questo, come Ministero del Lavoro, abbiamo fatto un investimento importante. La nostra piattaforma tecnologica Sisl è la piattaforma di incrocio tra domanda e offerta di lavoro ed entro l’anno sarà anche la piattaforma attraverso la quale le aziende e i professionisti che formalizzeranno una procedura di assunzione potranno avere preventivamente l’indicazione se, per quel lavoratore o quella lavoratrice, è possibile fruire di un determinato incentivo. Vuol dire che, per la prima volta, lo Stato non chiederà al cittadino, in questo caso alle aziende e ai professionisti, un dato che è già presente nei propri archivi, ma anzi lo fornirà, in un’ottica di dialogo importante e fattivo con quelli che sono i nostri principali destinatari degli interventi: i cittadini italiani”, dice Calderone.
“Per quanto riguarda l’emergenza climatica e l’aggiornamento del concetto di sicurezza sul lavoro alla luce dei fenomeni estremi che stiamo vivendo, condivido certamente le preoccupazioni per gli effetti negativi dei fenomeni climatici avversi, in termini di caldo in questo periodo dell’anno, ma anche, in altri periodi, di piogge eccessive, alluvioni o nevicate eccezionali. Credo che prima di tutto si debba dire che ormai questi fenomeni estremi non sono più tanto estremi, perché stanno diventando purtroppo un appuntamento stabile. Per questo bisogna ragionare anche in termini di strutturazione degli interventi. Per quanto riguarda i tempi immediati, venivamo da una stagione negativa che era quella del Covid, in cui, come professionista, avevo dovuto richiedere gli incentivi e i sostegni per le aziende e per i lavoratori autonomi: un unico incentivo in 21 modi diversi. Credo invece che sia importante avere un set di strumenti da mettere in campo per gestire l’emergenza, magari anche destinando un fondo che possa essere azionato proprio quando ce n’è la necessità e, soprattutto, essere tempestivi”, sottolinea ancora la ministra.
“Per quanto riguarda il caldo, l’anno scorso, con un mio decreto, abbiamo istituzionalizzato il protocollo caldo, che viene utilizzato dalle aziende e anche dalle amministrazioni locali per poter fare le ordinanze. Anche quest’anno abbiamo riconfermato gli incentivi, gli interventi e i sostegni al reddito per la cassa integrazione clima, creando anche in questo caso uno strumento eccezionale che si associa a quelli ordinari ma non va a intaccare la loro dotazione di settimane. Credo che sul tema dell’emergenza climatica, degli strumenti e degli interventi ci sia ancora da fare. Secondo me dobbiamo lavorarci proprio in chiave di legge di bilancio, per poter costruire una cornice all’interno della quale mettere degli interventi ad hoc, che sono importanti per proteggere le aziende e il lavoro: nel caso del comparto agricolo, le colture; nel caso del turismo, garantire anche a tutti gli operatori turistici di poter lavorare serenamente”, conclude Calderone.


