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Il tema della giustizia è stato molto forte. Lei si è spesa molto anche durante il referendum. Quale eredità ci ha lasciato?
L’eredità che ci ha lasciato è quella di un Paese nel quale milioni di cittadini si sono espressi su un referendum e su una riforma della giustizia che non è passata. Ma la battaglia continua. La giustizia è un diritto di tutti i cittadini di questo Paese. Come Settima Commissione ho realizzato delle linee guida sui nuovi criteri di informazione e sui rapporti tra procure e giornalismo. Non significa mettere un bavaglio ai giornalisti, ma semplicemente aiutare i cittadini. Non posso più pensare a un Paese dove si sbatte il mostro in prima pagina e, quando arriva l’assoluzione, si mette un trafiletto in trentottesima pagina. Io ho un dovere. Faccio l’avvocato da troppi anni, credo nella giustizia e credo in questo Paese. La giustizia è un capitolo importante della democrazia e quindi mi sono spesa ieri e mi spenderò domani, in tutte le forme di cui questo Paese avrà bisogno, per una giustizia veramente garantista e che aiuti tutti i cittadini.
Sul palco c’è stata anche l’esperienza di Gianni Alemanno, che ha denunciato una situazione carceraria in fortissima crisi. Va fatto qualcosa, forse anche più di qualcosa?
Noi ereditiamo una situazione carceraria drammatica, che non è di oggi e non è di ieri ma parte da molto lontano. Questo Governo si è speso moltissimo per cercare una soluzione e, da parte nostra, il Consiglio ha fatto molto. Abbiamo riempito gli organici dei tribunali di sorveglianza. Adesso la magistratura non ha più alibi: i cittadini che arrivano a fine pena devono essere rilasciati. Ma dobbiamo anche garantire il rispetto del principio costituzionale del reinserimento sociale dei detenuti che hanno scontato la loro pena. Non per venire meno al coinvolgimento emotivo che abbiamo nei confronti delle famiglie delle vittime, ma perché vogliamo evitare le recidive. Un detenuto che domani esce e non ha più un tessuto sociale e non ha un lavoro deve comunque mettere insieme il pranzo e la cena. Abbiamo quindi l’obbligo di tutelare i cittadini, perché questo significa fare sicurezza. Si è parlato anche dell’aumento delle fattispecie di reato previste dal Governo. Ricordo che il diritto è un diritto vivente: le società cambiano, mutano gli usi e i costumi e mutano anche le fattispecie di reato. Guardo quindi con favore all’introduzione di nuovi reati e all’attenzione che questo Governo ha per i cittadini, per la giustizia e per il garantismo.


