Semaglutide, nuove formulazioni e terapie combinate al centro del confronto tra gli esperti riuniti a Milano
Innovazione terapeutica, nuove evidenze cliniche e maggiore personalizzazione delle cure per le persone con diabete e obesità. Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro organizzato da Novo in occasione del 62esimo Congresso EASD, l’Associazione europea per lo studio del diabete, in corso a Milano.
Esperti clinici di diabete e obesità hanno discusso le principali novità nel trattamento delle due patologie, con particolare attenzione a efficacia, sicurezza, qualità di vita e aderenza terapeutica. L’incontro, si legge in una nota, si inserisce nel nuovo capitolo avviato dall’azienda con il messaggio “Lasting health starts now”.
Sul fronte del diabete, le evidenze maturate negli ultimi anni su semaglutide sono state al centro dell’intervento di Salvatore De Cosmo, presidente nazionale dell’Associazione medici diabetologi (Amd). “Sul fronte diabete – afferma De Cosmo – l’evoluzione delle evidenze scientifiche su semaglutide riflette bene anche l’evoluzione della diabetologia. Oggi non ci limitiamo più a valutare il controllo della glicemia, ma puntiamo sempre di più alla prevenzione delle complicanze, alla protezione d’organo e a una gestione integrata del rischio cardiovascolare, renale e metabolico nel lungo periodo”.
Secondo De Cosmo, semaglutide rappresenta uno degli esempi di come l’innovazione terapeutica possa incidere su diversi aspetti della malattia. I dati citati mostrano, oltre alla riduzione dell’emoglobina glicata, benefici sugli eventi cardiovascolari maggiori (-26%), sull’ictus non fatale (-39%), sul rischio renale composito (-24%) e sulla capacità funzionale, con un miglioramento del 13% della distanza percorsa e una riduzione del 54% della progressione dell’arteriopatia periferica. De Cosmo ha inoltre richiamato il recente riconoscimento nelle Linee guida ESC 2026, che ha posizionato semaglutide in raccomandazione 1A per migliorare l’outcome cardiovascolare del paziente con diabete e malattia renale.
Anche nella gestione del sovrappeso e dell’obesità, secondo Silvio Buscemi, presidente della Società italiana di obesità (Sio), l’evoluzione dei trattamenti sta ampliando le possibilità di personalizzare la cura. “Le due opzioni di somministrazione, orale e iniettiva, ci permetteranno di garantire un maggiore flessibilità per rispondere alle diverse esigenze, puntando sempre sulla sicurezza e efficacia dimostrata da semaglutide”, afferma Buscemi.
I dati citati indicano una perdita di peso del 21%, con l’84% del calo ponderale costituito da massa grassa, insieme al mantenimento della funzione muscolare. Per Buscemi, il futuro della terapia dell’obesità non riguarda soltanto la disponibilità di nuovi farmaci, ma la possibilità di utilizzare soluzioni sempre più efficaci e personalizzabili, considerando anche salute metabolica, cardiovascolare e psicologica, oltre alla qualità di vita.
Tra le innovazioni più attese nel diabete di tipo 2 figura anche la combinazione, in un’unica somministrazione settimanale, di insulina basale e semaglutide.“Questa nuova opzione nasce per rispondere a uno dei principali problemi ancora presenti nella pratica clinica: l’inerzia terapeutica”, spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid). Secondo i dati riportati, in Italia circa il 30% delle persone con diabete di tipo 2 che necessitano di terapia insulinica ne ritarda l’inizio di oltre due anni. Anche dopo l’avvio dell’insulina, inoltre, molti pazienti non raggiungono un adeguato controllo glicemico.
Gli studi clinici, riferisce Buzzetti, hanno mostrato il potenziale della nuova strategia nel ridurre il carico iniettivo, migliorare la qualità di vita e mantenere il controllo glicemico, con benefici sul peso corporeo e tassi inferiori di ipoglicemia. “L’Italia, che negli ultimi anni ha spesso avuto un ruolo di primo piano nell’accesso alle principali innovazioni terapeutiche – evidenzia Buzzetti – potrà essere il primo Paese in Europa a mettere a disposizione questa nuova opportunità di cura, contribuendo a rendere la gestione della malattia sempre più efficace, personalizzata e sostenibile. Ci auguriamo che questa opzione possa essere disponibile per i pazienti nel minor tempo possibile”. Sul fronte dell’obesità, un’altra delle innovazioni al centro dell’incontro è semaglutide in pillola.
Per Roberto Vettor, direttore scientifico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione presso l’Humanitas Research Hospital di Milano, la formulazione orale potrebbe rispondere all’esigenza di offrire un trattamento efficace più semplice da integrare nella quotidianità e destinato anche alle persone eleggibili che preferiscono un’alternativa alla terapia iniettiva.“Nello studio Oasis 4 – riporta Vettor – semaglutide in pillola ha mostrato una perdita di peso media del 17%, che ha raggiunto circa il 22% in 1 persona su 3”.
I risultati, secondo quanto riportato, si associano a un profilo di sicurezza coerente con quello già osservato per la formulazione iniettiva di semaglutide per la gestione del peso. Il confronto indiretto Orion ha inoltre mostrato una minore probabilità di sospensione della terapia per effetti collaterali e gastrointestinali rispetto a orforglipron. All’incontro sono intervenuti anche i rappresentanti delle associazioni dei pazienti, sottolineando il ruolo dell’innovazione non soltanto sul piano clinico, ma anche nella gestione quotidiana delle malattie croniche.
“L’innovazione terapeutica rappresenta per le persone con diabete molto più della disponibilità di nuove opzioni di cura”, afferma Manuela Bertaggia, presidente nazionale dell’Associazione italiana diabetici (Fand). “Significa poter gestire la malattia con maggiore serenità, migliorare la qualità della vita e ridurre il peso che il diabete continua ad avere nella quotidianità dei pazienti e delle loro famiglie”. Bertaggia richiama anche la necessità di valutare non soltanto l’efficacia di un farmaco, ma il suo impatto concreto sulla vita della persona, auspicando un accesso semplice alle tecnologie innovative e alle nuove opzioni terapeutiche.
Sul tema dell’obesità, Eligio Linoci, presidente dell’associazione “La Mattina dopo Aps” e vicepresidente della Federazione italiana associazioni obesità (Fiao), sottolinea come l’innovazione possa contribuire anche a modificare l’approccio culturale alla patologia. “L’obesità rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di come l’innovazione possa modificare concretamente il modo di affrontare una malattia cronica, contribuendo a superare stigma e pregiudizi”, afferma Linoci.
Le nuove formulazioni, comprese quelle orali, possono secondo Linoci rispondere alle differenti esigenze dei pazienti e favorire aderenza e continuità nei percorsi di cura. Un’attenzione particolare va inoltre alla prevenzione e all’obesità in età evolutiva, per la quale sono necessari diagnosi precoce, nuove competenze e una presa in carico tempestiva.
A chiudere il confronto è Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Italia, che evidenzia il valore strategico dell’innovazione nella gestione di diabete e obesità. “L’insieme di queste evidenze scientifiche e cliniche – dichiara Olesen – conferma come l’innovazione nella gestione di diabete ed obesità rappresenti un investimento strategico indispensabile. Siamo impegnati ogni giorno per assicurare trattamenti in grado di incidere concretamente nella vita quotidiana e per promuovere un’idea di salute che tenga conto delle esigenze reali e insoddisfatti delle persone”. “La salute duratura inizia ora: Lasting health starts now”, conclude Olesen, sottolineando come i progressi della ricerca debbano tradursi in benefici concreti nella vita delle persone che convivono con condizioni complesse.


