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I dati che commenteremo insieme ci dicono che Giorgia Meloni è la leader più apprezzata dagli under 35. Come la mettiamo?
È il presidente del Consiglio in carica ed è la politica italiana più apprezzata. È chiaro che c’è un vantaggio, ma deve dimostrare di essere utile al Paese e anche agli under 35. I giovani aspettano risposte, perché il Governo non è chiamato soltanto a essere piacevole sui social, ma anche a dare risposte oggettive sui temi di attualità e soprattutto sul loro futuro: dall’economia alla salute, dal sistema universitario alla casa. Bisognerebbe chiedere ai giovani se sono soddisfatti della situazione che vivono in questo Paese. Non sono tutti soddisfatti.
Nel corso della serata sarà nel panel con l’onorevole Nevi, quindi con un rappresentante di un altro partito. C’è bisogno anche di confronto tra parti diverse?
È indispensabile. Con Forza Italia noi siamo all’opposizione e loro sono in maggioranza, ma abbiamo anche molti punti in comune. Se facciamo una lettura dei temi europei, la maggioranza ha tre posizioni diverse in Europa: una nel Partito Popolare Europeo, un’altra nei populisti di Salvini, che sono antieuropei fino in fondo, mentre Fratelli d’Italia, come è noto, non sostiene questa Commissione. Noi cerchiamo punti di unione. Con Forza Italia su questo si può ragionare, così come si può ragionare con un pezzo del PD.
Ci sarà anche Roberto Vannacci in collegamento. Con lui, invece, non c’è proprio niente in comune?
Intanto è un traditore della patria perché fa il tifo per Putin. Questo è veramente poco accettabile. Dopodiché i suoi slogan e i suoi messaggi sollecitano certamente la paura di una parte del Paese, una paura legittima soprattutto sui temi della sicurezza, ma non danno nessuna soluzione. Vannacci è un grande demagogo che sfrutta queste onde cicliche della politica italiana, nelle quali c’è sempre bisogno di cercare qualcosa di diverso e qualcosa di più estremo. Più estremo di Vannacci credo sia difficile trovarlo.


