Roma, master de Il Sole24Ore in giornalismo politico.
Il Prof. Clementi racconta un aneddoto di attualità circa l’incontro tra il Ministro Boschi e il Presidente della Repubblica Napolitano alla vigilia del primo voto in commissione sul testo di riforma della Costituzione.
Il Presidente chiede al Ministro se è sicura di avere i numeri vista la spaccatura profonda registrata nelle sessioni di discussione, se non è il caso di prendersi più tempo per riflettere; lei non ha dubbi e vince. Ricordo di essere intervenuta preoccupata per l’esito di quell’incontro: non prometteva nulla di buono, le forzature prive di un largo consenso portano poi necessariamente gli altri a coalizzarsi contro. Soprattutto in un Paese come il nostro che gli inglesi si ostinano, non senza ragione, a definire come il meno conformista nell’ordinare il caffè al bar.
Alla luce anche di questo episodio le scelte di Gentiloni e della segreteria PD di chiamare l’ex Ministro a ricoprire il ruolo di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, come pure la nomina di Lotti, rappresentano il volto di un Paese che gioca a rafforzare e ampliare la propria classe dirigente.
Il compito principale spetta ancora una volta a Renzi che deve ricostruire tutto con l’attenzione di stimolare entusiasmo e non tifoserie come talune che spingono Salvini, sebbene nella Lega vi sia quasi sempre una dialettica interna compensatoria volta ad attenuare gli eccessi caratteriali, non ancora ad aprire discussioni politiche vere nel corpo del movimento.
Alla fine dell’iter che ha portato alla bocciatura della Riforma Costituzionale e alla vigilia dell’anno che si apre, il Presidente Mattarella offre una definizione laica di solidarietà che considero la parte più forte del suo messaggio di fine anno, oltre che l’indizio più credibile per tutti coloro che in questi giorni si esercitano nell’individuare la data delle elezioni. Essa “diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”: il Presidente cita i bambini delle zone colpite dal terremoto. Se quei territori rappresentano la metafora di un Paese ancora instabile sul piano economico e della prospettiva di sé, forse non pare irrilevante discutere di legge elettorale ed insieme raggiungere, per esempio, un grado di assetto sufficiente nell’edilizia. L’ex Presidente dell’Ance De Albertis inutilmente per settimane chiese una fase transitoria nell’applicazione del codice degli appalti riformato, cosi da evitare rallentamenti nei cantieri già in essere, ma quel che conta ora è predisporre realmente, accanto ai grandi progetti di riqualificazione, un’ attività intensa di analisi e impulso ad ogni piccolo e medio intervento. Ecco la solidarietà della politica in questa fase consiste a mio avviso nell’esercitare con determinazione il proprio compito di indirizzo nel tempo giusto per permettere ai corpi sociali di non venirne risucchiati e di poter essere essi stessi nelle condizioni migliori per accompagnare la crescita.
In una recente intervista per Minima&Moralia De Mauro rifletteva sulla necessità di una scuola “degli insegnanti, che senza essere santi ed eroi, devono fare in modo che gli alunni più bravi servano da sostegno e indirizzo ai meno fortunati” e questo per un calcolo di convenienza laddove le disparità di sistema segnano la capacità dei paesi di essere più o meno reattivi sul piano della propria riqualificazione economica.
La medesima filosofia del Presidente della Repubblica.
Ecco credo che assisteremo a molte delle nostre eccellenze, soprattutto in campo economico, disponibili ad essere prese ad esempio. Per lo meno, c’è da augurarselo. Ci sono personalità che il nostro Paese ha sostenuto e che sicuramente possono guidare questo percorso: se davvero a fine mese il Senato intende avviare una riflessione sul capitalismo italiano, sarà interessante capire a chi ne verrà affidato il coordinamento. Qualcuno dice ad Alessandro Profumo? Vedremo, di certo una figura che non possiede una concezione chiusa della comunità.

