Sud chiama Nord, Castelli: “In arrivo un Polo Autonomista. Meloni leader forte, ma occhio alle beghe di governo. Su un accordo con il Cdx alle Politiche…" - Affaritaliani.it

Politica

Ultimo aggiornamento: 10:55

Sud chiama Nord, Castelli: “In arrivo un Polo Autonomista. Meloni leader forte, ma occhio alle beghe di governo. Su un accordo con il Cdx alle Politiche…"

Parla la presidente del partito fondato da Cateno De Luca

Di Alberto Maggi

Similitudini con la Lega? "C’è un punto di contatto chiaro: la parola autonomia"


Intervista a tutto campo a Laura Castelli, ex vice ministro al Mef nei governi Conte 1, Conte 2 e Draghi. Già braccio destro di Luigi Di Maio, oggi presidente e segretario di Sud chiama Nord, il partito fondato da Cateno De Luca.

Nel 2026 cosa dobbiamo aspettarci da Sud chiama Nord?
"Lo vedrete già a partire dal 18 gennaio, in occasione dell’evento organizzato a Caltagirone. Cateno De Luca sarà sorprendente. 
Stiamo entrando in una fase nuova: un’evoluzione del progetto che segnerà un vero cambio di passo. Sud chiama Nord nasce come risposta a una crisi evidente dei partiti tradizionali e del classico bipolarismo, in un momento storico in cui milioni di cittadini scelgono di non andare più a votare.
Davanti a un dato del genere la politica non può far finta di nulla: serve un’alternativa credibile, radicata nei territori, capace di rimettere al centro le persone, i bisogni concreti e le competenze. Il nostro è il partito degli amministratori, che punta sul concetto di autonomismo, reale e concreto". 

Non si direbbe, ma con la Lega ci sono alcune similitudini?
"C’è un punto di contatto chiaro: la parola autonomia. Per noi significa valorizzare i territori, le loro competenze, le loro energie, responsabilizzando la classe dirigente locale.
Detto questo, esiste una linea di demarcazione netta. Non condividiamo né il “vannaccismo” che ha preso spazio in maniera crescente negli ultimi mesi, né tantomeno le posizioni estremiste e spesso apertamente ostili al Mezzogiorno, che negli anni non sono mai state rinnegate, anzi talvolta rivendicate anche recentemente".

E il rapporto con Claudio Durigon? Commissario per la lega nel sud italia… 
"Il lavoro dell’amico Durigon nelle ultime regionali è stato evidente. Ci uniscono anni di governo insieme e riforme importanti, soprattutto nel mondo del lavoro.
Quando si lavora seriamente, i risultati restano e vengono riconosciuti anche al di là delle appartenenze. È questo il metodo che io continuo a rivendicare".

È possibile un accordo strutturale con il centrodestra in vista delle prossime politiche?
"Nelle ultime regionali insieme al nostro deputato alla Camera Francesco Gallo, ci siamo trovati a dialogare con il centrodestra partendo dai contenuti, dai programmi e dai candidati. Rivendichiamo, senza esitazioni, la scelta di sostenere figure come Roberto Occhiuto, ma anche come Edmondo Cirielli, proponendo di rafforzare i loro programmi con l’esperienza e i risultati concreti ottenuti da Sud chiama Nord in Sicilia.
In Campania, ad esempio, Edmondo sarebbe stato un vero cambio di marcia. Poi, per carità, gli elettori hanno sempre ragione. Ma vedrete cosa accadrà nei prossimi mesi proprio in Campania, quando torneranno a prevalere le logiche spartitorie dei partiti tradizionali…".

Forza Italia sta vivendo una fase complessa, cosa pensa di Roberto Occhiuto?
"Non entro nelle dinamiche interne degli altri partiti, ma una cosa posso dirla: il confronto interno, se serio, porta sempre benefici.
Certamente, chi ha la forza di governare una regione complessa come la Calabria, affrontandone i nodi più delicati con onestà e trasparenza, dimostra di avere la stoffa del leader e una visione che va oltre i confini regionali".

Giorgia Meloni premier: che giudizio dà della sua leadership?
"Mi affascina la sua leadership femminile, unica nella storia della politica italiana. È una leader forte, riconosciuta anche a livello europeo. Penso che le mille sfaccettature di una donna come lei siano un valore aggiunto indiscutibile, in questa epoca politica.
Dispiace però vedere come, spesso, questo governo venga rallentato da beghe interne di alcuni alleati, più impegnati in dinamiche di partito che nell’interesse generale".

Lei ha conosciuto da vicino l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini quando era vice ministro al Mef: che ruolo può avere in politica Ruffini?
"Parliamo di una delle persone più preparate nel suo settore, che potrebbe portare un contributo importante anche alla politica.
Mi affascina il concetto che rimarca: “più uno, ognuno è indispensabile”. Ma attenzione: se quell’area si schiaccia completamente nel centrosinistra, rischia di diventare soltanto una piccola corrente del Partito Democratico".

Secondo lei Fratelli d’Italia è destinato a una fase calante?
"I numeri oggi danno ragione a Giorgia Meloni, è evidente. Ma c’è un dato che non va sottovalutato.
La storia recente insegna che prima o poi una fase calante arriva per tutti: è successo al Movimento 5 Stelle, alla Lega, ad altri ancora.
A mio avviso, questo rischio può essere arginato solo allargando davvero sui territori, includendo forze politiche territoriali che portino valore aggiunto e consenso reale. Serve inclusività. Detto questo, Fratelli d’Italia ha una propria classe dirigente che conosce bene queste dinamiche".

In Sicilia Schifani scricchiola? E Cateno De Luca tornerà protagonista?
"La maggioranza che sostiene Schifani è chiaramente sfaldata: basta osservare che l’ultima manovra di bilancio è stata votata con appena 29 voti, ne sono mancati molti da parte della stessa maggioranza.
C’è confusione, anche per via delle dinamiche interne a Forza Italia, che in Sicilia sta cambiando pelle.
Quanto a Cateno De Luca, lo dico senza esitazioni: sarebbe un ottimo presidente della Regione Siciliana. Ci saranno sorprese importanti nel panorama politico siciliano, che avranno riflessi anche a livello nazionale. A proposito, permettetemi di dirlo chiaramente a qualche partito “nato in provetta”: i voti si prendono sul campo, non nei salotti romani". 

Ma è vero che state dando vita a un nuovo polo? 
"Non posso anticiparle niente. Sicuramente serve un polo autonomista, civico e post ideologico, che si occupa delle cose concrete del Paese, valorizzandone ogni aspetto a seconda delle esigenze dei territori. E su questo Cateno De Luca potrebbe stupire…".

Tutte le notizie della sezione politica