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Politica
Le lezioni della Sx al governo sulle festività. La memoria corta sul Comunismo

Il 1° maggio e le altre festività: tra dimenticanze e furbizie

La sinistra, da tempo immemore, partecipando a tutti gli eventi, vedi 1° maggio, 2 giugno, IV novembre, ritiene di detenere la prerogativa di essere l'unico rappresentante di tutto e di tutti. A questa sinistra ed anche a quella di una volta desidero ricordare che anziché combattere il neo nato fascismo se ne sono andati sull'Aventino quando uccisero il Parlamentare Polesano Giacomo Matteotti (PSU), a fare cosa non so! Era meglio se queste battaglie le avessero fatte in altro modo e con determinazione ... purtroppo nessuno è in grado di predire il futuro. Noi italiani siamo abituati a scordare molto velocemente la storia vissuta, milioni di italiani negli anni '20, 30, e una manciata di 40 hanno inneggiato alla dittatura mussoliniana, mentre quei pochi che si ribellavano venivano incarcerati se non uccisi. Terminata la II Guerra Mondiale ci siamo ritrovati un Partito Comunista Italiano che agognava rappresentare tutti gli italiani nelle ricorrenze, scordando le foibe ed i circa 42 milioni di morti nell'URSS e negli anni più recenti il terrorismo “rosso”, quello di casa nostra, ma non dimentichiamo neanche tutte le altre uccisioni e stragi attribuite a fanatici o nostalgici. I regimi dittatoriali sono tutti uguali (non ha importanza il colore o il fondamentalismo religioso) la parola d'ordine per loro è: “sopprimere gli oppositori”.

Oggi dicono che c'è un ritorno nostalgico al regime fascista e chi non è di questa opinione ... peste lo colga. Per non dimenticare qualcosa di buono lo si può ricavare dal film: Il Federale con Ugo Tognazzi e la Regia di Luciano Salce. Chi ha studiato un po' di storia sa perfettamente che in Italia la brutalità ha colpito uomini, donne e bambini indipendentemente dal credo religioso, l'appartenenza politica o la divisa indossata (sacerdoti, militari dell'Arma ecc.), ed alla fine abbiamo assistito ad altre brutalità in nome della “libertà” con tanto di disprezzo della morte e dei morti. Un richiamo lo voglio fare ed è condito da una sola parola: vendetta. Noi che non abbiamo vissuto quei tempi, alle manifestazioni ci siamo sempre andati con lo spirito di avere una Nazione che unisca i sentimenti comuni e soprattutto non porti più rancore o odio per un avversario politico; in democrazia una volta governi tu e una volta governo io, questo lo decidono gli italiani e basta!

Per concludere abbiamo votato, e siamo compartecipi, per una Unione Europea che permettesse a tutti i popoli di avere non una pacificazione non solo interna, ma anche per rompere le barriere geografiche e culturali che alla fine hanno portato alla conclusione di un conflitto mostruoso. Non voglio fare la paternale a nessuno, ma mi sia consentito esprimere la mia opinione e stringere la mano anche a chi non la pensa come me. Chiudo con Cartesio il quale affermava che ciò che percepiamo in modo distinto, è vero; ossia: cogito ergo sum.

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comunismo in italia





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