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Le spese pazze del Palazzo: 16mila euro al giorno per le pulizie

Il costo della Camera dei Deputati per la prima volta dal 2015 scende sotto il miliardo. Ma le sue spese sono ancora folli

Nel 2015 il costo di Montecitorio è sceso sotto il miliardo: è la prima volta dal 2005, rivela Il Fatto Quotidiano. Un trionfo per il questore di Forza Italia, Gregorio Fontana: “La spesa prevista per il 2015 -ha detto in Aula – si riduce di 50,5 milioni di euro rispetto al 2014 (-4,87%) e si attesta a 986,6 milioni di euro, scendendo dunque sotto il miliardo. Quest’anno possiamo restituire allo Stato 34,7 milioni”.

Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e uomo forte dei 5 Stelle, attribuisce i meriti al Movimento: “Quando siamo arrivati, nel 2013, questo palazzo costava un miliardo e 87 milioni di euro; oggi costa 230 milioni in meno (…) Se non si pagano più gli affitti d’oro da 32 milioni di euro l’anno è grazie a una legge di tre righe, che ha la prima firma di Riccardo Fraccaro (deputato M5s, ndr)”.

Ma restano ancora sprechi incredibili: dai computer alle pulizie. Sul taglio degli affitti, Di Maio ha ragione: è una delle voci principali della dieta di Montecitorio. I palazzi Marini ospitavano un gran numero di uffici parlamentari e anche una mensa. La loro disdetta ha portato la voce “spesa per locazione immobili” a 2,3 milioni: un calo del 91%. Sforbiciata significativa anche per le retribuzioni del personale, tagliate di 16 milioni rispetto al 2014 (-7,9%). Si scende a 194,9 milioni, per la prima volta sotto quota 200.

Ma la spesa previdenziale continua a crescere: vitalizi e pensioni di ex deputati e dipendenti portano via 395 milioni, più del 40 per cento di tutta la spesa (con un aumento del 5% sul 2014). Solo i vitalizi dei parlamentari “cessati dal mandato” pesano 85,4 milioni l’anno sul bilancio della Camera. Montecitorio continua a farsi carico della spese dei viaggi degli ex onorevoli. Biglietti di treni e aerei: paga lo Stato. Un regalino da 900.000 euro l’anno.

COMPUTER – Per l’acquisto di software informatici se ne vanno 6 milioni di euro, per la manutenzione degli stessi software ci si avvicina ai 3 milioni ogni anno. Altri 2,1 milioni di euro finiscono sotto la voce “assistenze informatiche”. Ai quali vanno aggiunti 4,7 milioni per la “gestione operativa dei centri informatici”.

PULIZIE – I servizi di pulizia costano oltre 6 milioni l’anno (più di 16.000 euro al giorno).

GUARDAROBA – Nel 2015 i “servizi di guardaroba” hanno subito un’impennata considerevole: costavano 100 mila euro, sono arrivati a 150 mila, una crescita del 50 per cento secco.

TOPI A MONTECITORIO – Spese pazze anche per i depositi: 1,2 milioni per la locazione. Ma non sono in buono stato, Di Maio conferma: “Non so se lo sapete, ma i ratti stanno divorando tutto: mobili, faldoni e così via. Oltre al danno, la beffa: paghiamo l’affitto a un altro ente pubblico, l’Inail ”.