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Lega alle elezioni senza Forza Italia. Ora il divorzio è ufficiale

In Veneto il Centrodestra è già morto

Primo atto ufficiale e formale di quella che potrebbe essere davvero la fine del Centrodestra e dell’alleanza tra la Lega Nord e Forza Italia. Alle prossime elezioni amministrative in Veneto, i candidati del Carroccio saranno appoggiati da liste senza il sostegno del simbolo di Forza Italia

Primo atto ufficiale e formale di quella che potrebbe essere davvero la fine del Centrodestra e dell’alleanza tra la Lega Nord e Forza Italia. Alle prossime elezioni amministrative in Veneto, i candidati del Carroccio saranno appoggiati da liste senza il sostegno del simbolo di Forza Italia. Ad annunciarlo è stato lo stesso Matteo Salvini al termine dell’odierno consiglio federale, precisando che “il prossimo consiglio federale, convocato entro 15 giorni, approverà tutti i candidati sindaci per le città capoluogo che andranno al voto”. Nel frattempo “abbiamo accolto la richiesta del Veneto di correre con candidati appoggiati da liste senza il sostegno del simbolo di Fi”. E questo, avverte Salvini, “accadrà a Verona, Padova e Belluno”, dove “ognuno avrà ampia libertà di scelta e di manovra”.

Si parte dunque dal Veneto dove Zaia, numeri alla mano, è certamente più forte di Maroni e politicamente più “allineato” a Via Bellerio (e quindi meno berlusconiano) del Governatore lombardo. L’intervista ad Affaritaliani.it a Giancarlo Giorgetti (leggi qui), che parla poco e dose molto bene le parole, aveva fatto chiaramente capire che questa volta con l’ex Cavaliere la rottura è vicinissima. Anche perché Berlusconi – spiegano alcuni deputati azzurri – vuole ritardare il più possibile il ritorno alle urne per due motivi. Primo: attendere la sentenza della Corte di Giustizia Ue nella speranza che arrivi la riabilitazione politica. Secondo: cambiare soprattutto la legge elettorale per il Senato dove, così com’è attualmente, il leader di Forza Italia non può scegliere personalmente chi mettere in lista come ha sempre fin dal 1994.

E’ del tutto evidente come ormai le strade della Lega e di Forza Italia si stanno per dividere. L’Europa e l’euro, come dice sempre Salvini, sono il punto chiave per comprendere come andrà la politica a Roma e nel Palazzo. La scelta dell’ex Cavaliere di far eleggere Antonio Tajani presidente del Parlamento Ue con i voti di Angela Merkel è stato per molti – sia in Via Bellerio sia ad Arcore – il punto di non ritorno. E le prossime elezioni in Olanda, in Francia e poi in Germania – con la Lega alleata degli euroscettici e Forza Italia dei conservatori-popolari – non faranno altro che dividere ulteriormente Berlusconi e Salvini.