E’ passata abbastanza inosservata la notizia che Umberto Bossi lancerà a breve un’associazione “intestata alla Padania libera“. Non si tratta affatto di un’uscita estemporanea, ma di un progetto ben preciso studiato a tavolino e dietro il quale – secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it – c’è Silvio Berlusconi.
Il leader di Forza Italia, che da mesi non ha contatti nemmeno telefonici con Matteo Salvini – ogni due o tre settimane vede a cena ad Arcore, in separata sede, i due principali (e praticamente unici) oppositori interni al leader del Carroccio, ovvero il Senatùr e Roberto Maroni.
L’ex Cavaliere, oltre ad aver offerto un posto in lista a Bossi a Palazzo Madama nel caso in cui (ed è quasi sicuro) verrà escluso dalle candidature della Lega alle prossime elezioni, sta lavorando ai fianchi il segretario del Carroccio cercando di spingere il Senatùr e l’ex ministro dell’Interno e attuale Governatore della Lombardia a schierarsi contro l’ipotesi Salvini candidato premier.
“Silvio sta facendo quello che gli riesce meglio, cercare di dividere“, afferma un big azzurro di lungo corso. Di fatto, sono tornate le cene del lunedì sera ad Arcore, quelle storiche ai tempi della Casa delle Libertà al governo del Paese, quando il Senatùr prima fingeva di litigare con Berlusconi e poi usciva dalla villa a tarda sera affermando “abbiamo trovato la quadra“.
Solo che oggi il Senatùr non è più il leader del Carroccio e il suo potere in Via Bellerio è praticamente nullo. Ma mediaticamente è sempre il fondatore della Lega e quindi ogni uscita contro Salvini di Bossi fa notizia e incrina l’immagine del giovane leader leghista. Ecco perché l’ex Cav continua a vedere il Senatùr spingendolo su posizioni sempre più distanti dai vertici del suo partito. Da qui la contrarietà di Bossi alla manifestazione di Salvini a Napoli e quell’affermazione “Io sono un europeista” che stride fortemente con tutta la politica anti-Bruxelles del leader del Carroccio.
La posizione di Maroni, invece, è meno dura nei confronti di Salvini rispetto a quella di Bossi. Anche se il presidente della Lombardia non perde occasione per chiedere al suo segretario di non litigare con Forza Italia e di lavorare da subito per formare una coalizione elettorale. Berlusconi avrebbe tentato anche con altri big leghisti la strategia di indebolire Salvini. Ma sia il Governatore del Veneto Luca Zaia sia il potentissimo Giancarlo Giorgetti, vera mente di Via Bellerio, hanno risposto: “No, grazie. Stiamo con Matteo al 100%“.

