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Lega, Maroni guida l’opposizione. In ballo c’è l’alleanza con Berlusconi

Salvini verrà rieletto, ma… Insight

Lega, Maroni guida l’opposizione. In ballo c’è l’alleanza con Berlusconi
salvini schiaffi
Matteo Salvini 85%, Gianni Fava 15%. Sono le stime che circolano in Lega, anche sulla base delle firme a sostegno delle candidature, su come finirà la sfida per l’elezione del nuovo segretario federale che domenica prossima vedrà alle urne circa 15mila militanti del Carroccio

Matteo Salvini 85%, Gianni Fava 15%. Sono le stime che circolano in Lega, anche sulla base delle firme a sostegno delle candidature, su come finirà la sfida per l’elezione del nuovo segretario federale che domenica prossima vedrà alle urne circa 15mila militanti del Carroccio.

Il leader uscente e favoritissimo della viglia per la riconferma ha dichiarato in uno degli ultimi consigli federali in Via Bellerio che tornerà a fare il semplice militante se non prenderà almeno l’80% dei voti. Però poi non ha più parlato di numeri e di asticelle, limitandosi ad invitare gli iscritti ad andare alle urne.

In realtà sul fatto che Salvini sarà di nuovo il segretario leghista ci sono pochi dubbi, ma la candidatura di Fava, assessore in Regione Lombardia, si spiega politicamente come una mossa soprattutto di Roberto Maroni. Il Governatore ed ex ministro dell’Interno non si è mai espresso ufficialmente anche se, osservando i suoi post su Facebook, è evidente la sua scelta a favore del componente della sua giunta.

L’anno prossimo la Lombardia tornerà al voto e a Maroni serve che non si rompa con Forza Italia per poter essere rieletto. Ed ecco che un 15% circa di leghisti pro-Fava (meglio ancora se si arrivasse al 20%), e quindi federalisti-autonomisti e non lepenisti alla Salvini, serve proprio per ricordare al leader che una minoranza non esigua di militanti (quasi uno su cinque) non condivide le ultime posizioni e soprattutto il sostegno senza e senza ma a Marine Le Pen.

Non a caso Maroni va ripetendo che la Lega “non è né di destra né di sinistra” e che l’elezione di Macron all’Eliseo può aprire una nuova fase per l’Europa. In sostanza, Fava, sponsorizzato da Maroni, avrebbe deciso di scendere in campo per cercare di evitare la rottura con Berlusconi.

L’appoggio di Umberto Bossi all’assessore lombardo, in realtà, fa sorridere molti parlamentari leghisti in quanto nel 2014, poco prima della famosa sera delle scope di Bergamo, Fava fu uno dei nemici più duri del Senatùr guidando la fronde per la sua cacciata dalla segreteria. Ora Bossi, che nulla sapeva della sua candidatura, ha deciso di appoggiarlo unicamente in chiave anti-Salvini. Così come altri sponsor di Fava, da Cota a Stucchi, spiegano fonti del Carroccio, sanno che non verranno ricandidati alle prossime Politiche e quindi scelgono la strada dell’opposizione interna.