Bonelli (Avs): “È una riforma elettorale truffa che inganna i cittadini e garantisce solo Meloni”
“È una riforma elettorale truffa che inganna i cittadini: Giorgia Meloni fa credere che in questo modo si garantisca la governabilità, ma in realtà punta solo a garantire se stessa”. Così Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, commenta ad Affaritaliani la legge elettorale all’esame del Parlamento.
“Lo si è visto chiaramente con l’emendamento sulle false preferenze da lei proposto, che in realtà non erano preferenze ma un espediente per reintrodurre i capilista bloccati. In una modalità inusuale, mai accaduta prima nella storia della Repubblica, una presidente del Consiglio ha chiesto la fiducia non attraverso le procedure regolamentari previste dal Parlamento, ma con un post sui social, dicendo: ‘Io ci metto la faccia, l’opposizione levi il voto segreto; io ci metto la faccia e gli altri si nascondono’. Ebbene, ci ha messo a tal punto la faccia che, quando l’emendamento è arrivato in aula, un pezzo della sua stessa maggioranza le ha votato contro, e ora lei fa finta di nulla”, spiega il parlamentare.
“Questa è una legge che toglie ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti: 105 parlamentari saranno indicati direttamente dalle segreterie dei partiti e chi otterrà il premio di maggioranza li eleggerà senza che gli elettori sappiano nemmeno chi siano. È una vera e propria vergogna. Il punto è che ci troviamo di fronte a una svolta fortemente autoritaria, perché Giorgia Meloni pensa solo alla riforma elettorale, al premierato e alla Presidenza della Repubblica, ignorando i problemi reali degli italiani”, aggiunge Bonelli.
“In un Paese in cui gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa, in cui sei milioni di persone non hanno accesso alle cure pubbliche a causa delle lunghe liste d’attesa e della povertà che impedisce di ricorrere alla sanità privata, e dove la povertà assoluta è aumentata arrivando a colpire 5.700.000 persone, Giorgia Meloni pensa solo a come gestire il proprio potere e ad autoconservarsi. Alla Camera dei deputati, però, abbiamo assistito alle prove tecniche per la costruzione di un’alleanza ‘nera nera’: quella di una premier che interloquisce con Vannacci, a costo di mettere da parte alleati storici come Forza Italia e la Lega”, precisa il leader di AVS.
“Il voto contrario all’emendamento nasce proprio da questo profondo disagio della coalizione di fronte all’intenzione di Meloni di allearsi con Vannacci. Ora è probabile che al Senato la destra tenti di cambiare nuovamente la legge elettorale, reinserendo l’emendamento truffa con i capilista bloccati e le finte preferenze, per poi blindare il testo mettendo la fiducia alla Camera. Ormai Giorgia Meloni si sente padrona del Parlamento. Ma la Repubblica e la Costituzione non sono di sua proprietà, così come non sono di proprietà della maggioranza o dell’opposizione: la Carta costituzionale è lo strumento che garantisce il funzionamento della nostra democrazia, senza che nessuno possa ritenersene padrone. Questa è la grande questione che abbiamo davanti”, continua Bonelli.
Infine, sulla costruzione dell’alternativa di governo, conclude: “Per questo, come alleanza di centrosinistra, stiamo lavorando a un programma per farci trovare pronti a governare il Paese e mandare all’opposizione questa destra che ha aggredito i diritti civili, sociali e ambientali. Una destra che ha reso l’Italia più povera con il caro energia e gli stipendi bassi, e che continua a negare una crisi climatica drammatica, evidente tra siccità, desertificazione e caldo anomalo. A pagarne le spese sono le fasce sociali più deboli, a partire dagli anziani, lasciati senza tutele da una maggioranza che non solo nega il cambiamento climatico, ma rema attivamente contro le politiche di difesa del clima”.

