I franchi tiratori sono parlamentari che, grazie al voto segreto, votano contro la linea del proprio partito o della propria coalizione.
Sulle preferenze hanno contribuito alla sconfitta della maggioranza, battuta alla Camera per un solo voto.
Franchi tiratori, legge elettorale: che cosa sono
L’espressione viene usata quando un parlamentare si allontana dalle indicazioni del proprio gruppo durante una votazione segreta. La segretezza protegge la libertà del voto, ma impedisce di attribuire pubblicamente ogni scelta al singolo deputato. Nel voto sulla legge elettorale, l’emendamento sulle preferenze è stato respinto con 188 voti contrari e 187 favorevoli. Le forze che lo avevano presentato disponevano sulla carta di numeri superiori, circostanza che ha fatto partire il conteggio dei voti mancanti nella maggioranza. Le ricostruzioni parlano di almeno 31 parlamentari non allineati, mentre altre stime collocano lo scarto potenziale tra trenta e quaranta voti. Il numero non coincide necessariamente con quello dei franchi tiratori. Nel calcolo entrano anche assenti, missioni, mancata partecipazione e possibili errori.
Franchi tiratori, legge elettorale: da quali partiti potrebbero arrivare i voti contrari
Lo scrutinio segreto non permette una risposta documentabile. I gruppi della maggioranza hanno avviato verifiche interne partendo dalle presenze registrate, dalle missioni e dal numero dei deputati che hanno partecipato alla seduta. Fratelli d’Italia risultava compatto sul piano delle presenze, secondo le prime ricostruzioni. I sospetti politici si sono quindi concentrati sulle diverse componenti del centrodestra, comprese le aree nelle quali erano emerse perplessità sul ritorno delle preferenze. Nessun elenco di nomi può essere considerato una prova. Il tabellone della Camera mostra soltanto il risultato complessivo e non associa i singoli voti espressi segretamente ai deputati presenti. Giorgia Meloni ha scritto che “anche nella maggioranza sono mancati diversi voti” e ha annunciato una riflessione interna. Ha definito la bocciatura una vittoria della “palude”, contestando alle opposizioni la richiesta di voto segreto.
Franchi tiratori, legge elettorale: che cosa cambia dopo la bocciatura
L’emendamento avrebbe introdotto la possibilità di indicare fino a tre preferenze nella stessa lista, mantenendo un capolista bloccato. La sua eliminazione lascia agli elettori il voto alla lista senza la possibilità di modificare l’ordine dei candidati attraverso i nomi scritti sulla scheda. La sconfitta non fa cadere automaticamente il governo. Non si trattava di un voto di fiducia e Antonio Tajani ha escluso conseguenze immediate sull’esecutivo. La votazione incide però sul rapporto tra i partiti della coalizione. Una riforma elettorale definisce il modo in cui verranno eletti i parlamentari e tocca direttamente candidature, collegi, alleanze e possibilità di rielezione. Il testo continuerà l’esame parlamentare. Le tensioni potranno riemergere sugli altri articoli, soprattutto quando saranno affrontate le regole per l’assegnazione dei seggi, le soglie e la composizione delle liste.

