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Legge elettorale, Dorina Bianchi (Ncd): coalizioni e premio sotto il 40%

“Con le elezioni a breve instabilità sui mercati”

Legge elettorale, elezioni, alleanze, governo. Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it a Dorina Bianchi (Ncd-Area Popolare), sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it a Dorina Bianchi (Ncd-Area Popolare), sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Ritiene che il Parlamento possa o debba modificare la legge elettorale uscita dalla Consulta o c’è spazio solo per qualche ritocco? E i tempi?
“Modificare la legge elettorale è una necessità perché è impensabile andare alle urne con un sistema disomogeneo tra Camera e Senato. Se andassimo subito alle elezioni con il sistema che viene fuori dalle indicazioni della Consulta, il risultato sarebbe un terno al lotto e la logica sarebbe quella dell’incertezza e della casualità. Non avremmo la stessa maggioranza tra Camera e Senato e ci troveremmo in una situazione di stallo come quella del 2013 con difficoltà nella formazione del Governo. Ci sarebbero conseguenze sulla nostra credibilità e sul piano dei mercati. È la politica a dover decidere quale sia il sistema elettorale migliore per il Paese anche in virtù del mutato scenario politico. Siamo sicuri che si potrebbe arrivare ad un’ampia condivisione”.

Quali sono le modifiche che vorrebbe introdurre l’Ncd?
“Prima di tutto bisogna aspettare le motivazioni della Corte Costituzionale. Serve armonizzare il sistema elettorale tra Camera e Senato. È opportuno inserire un premio di governabilità alla coalizione che arriva per prima anche se al di sotto del 40%. Poi bisogna individuare un criterio per la scelta del collegio di attribuzione per le candidature plurime. In sostanza quello che chiediamo è coniugare rappresentatività e governabilità. Il 27 febbraio è stata calendarizzata la discussione sulla legge elettorale. In Commissione è depositata una nostra proposta di legge sulla quale può esserci un’ampia convergenza delle forze politiche, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro Franceschini”.

Pensa che sia giusto andare urne a giugno come vogliono Renzi, i 5 Stelle e Salvini?
“In Italia ci sono una serie di emergenze a cui la politica e il Governo hanno il dovere di dare soluzioni concrete: dalle misure strutturali da mettere in campo in risposta alle richieste della Ue alle banche, dal terremoto all’occupazione e al rilancio dell’economia. Il ministro Calenda ha ragione quando dice che il voto a giugno o ad aprile è un rischio da evitare. Le elezioni anticipate non sono sempre la panacea dei mali ma, anzi, in questo momento delicato creerebbero solo incertezza sui mercati. In quest’ottica, dunque, la discussione sulla legge elettorale è importante ma non deve monopolizzare il dibattito politico”.

In caso di elezioni vi presenterete con il PD di Renzi, autonomamente o è possibile ricostruire un Centrodestra ampio?
“Prima di tutto bisogna capire quale sarà la legge elettorale. I vecchi schemi sono saltati. Noi lavoriamo a un’area moderata riformista e liberale che abbia un approccio concreto per favorire la ripresa dell’economia italiana e dia una risposta al problema del lavoro e dei giovani”.