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Legge elettorale, il giorno della verità. Meloni: “Serena come sempre”, ma il rischio “franchi tiratori” agita la maggioranza

L’opposizione: si usi l’urna per evitare pressioni

Legge elettorale, il giorno della verità. Meloni: “Serena come sempre”, ma il rischio “franchi tiratori” agita la maggioranza
Il tabellone elettronico della Camera dei deputati con l’esito del voto di fiducia sull’articolo 3 della legge elettorale, Roma, Mercoledì 7 ottobre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Electronic display board of the Chamber of deputies showing the result of the confidence vote on article 3 of the electoral law, Rome, Wednesday, October 7, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Giornata chiave per il governo, alla Camera si vota per approvare o bocciare definitivamente la nuova legge elettorale. Giorgia Meloni ha parlato chiaro alla maggioranza: “In caso di voto contrario ci saranno serie conseguenze”. Il messaggio si traduce in possibili elezioni anticipate, la premier infatti in caso di bocciatura del provvedimento da lei fortemente voluto potrebbe essere chiamata a riferire al Quirinale, con conseguenze tutte da decifrare. Oggi è quindi il giorno clou: a fine mattinata, dopo le dichiarazioni di voto, si licenzierà il provvedimento con scrutinio segreto. Nonostante questo, l’esito favorevole è dato da tutti per scontato. Salvo sorprese.

Le probabilità di un incidente sul modello di quanto accaduto a luglio con la maggioranza andata sotto e le preferenze bocciate, comunque, – riporta Il Corriere della Sera – sono ormai date intorno all’1%. “Non c’è nessuna preoccupazione. Certo se la legge non passasse si andrebbe a votare“, dice Giovanni Donzelli (FdI) ribadendo il monito divenuto mantra nelle ultime settimane. Sicura del voto di oggi si dice Giorgia Meloni in persona: “Sono serena, lo sono sempre“, risponde la premier da Spalato, dove si trova per il vertice Med9, alla sollecitazione che le viene rivolta dai cronisti.

“Meloni mi ha scritto per chiedere informazioni sul mio stato di salute“. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato di + Europa Riccardo Magi in sciopero della fame da 8 giorni per protesta contro la nuova legge elettorale. “È stato un botta e risposta molto lungo, non ho avuto una risposta alle questioni che ponevo. Ne traggo che non c’è disponibilità a fare le modifiche che chiedevo e per questo vado avanti”.