A- A+
Politica
senato 300

 

L'assemblea del gruppo Pd della Camera si è conclusa con una votazione in merito alla proposta di votare no alla mozione dell'onorevole Giachetti. Il Partito Democratico si è spaccato: i no sono stati 34, gli astenuti 5. Tutti gli altri deputati hanno votato a favore.

La Camera ha approvato sulle riforme le mozioni della maggioranza e della Lega, su cui il Governo aveva dato parere favorevole. Curiosamente la mozione Giorgetti ha ottenuto piu' voti della mozione di maggioranza: 441 a 436.

"La mozione Giachetti trovo che sia stata presentata in maniera intempestiva. Deve essere chiara una cosa: non possiamo non trovare una soluzione che ci trovi tutti d'accordo e non possiamo mettere a repentaglio il percorso delle riforme con atti di prepotenza". Una semplice frase, pronunciata con il consueto tono pacato, e nel Pd esplodono le divisioni sulla revisione della legge elettorale. Uno dei punti piu' importanti della stagione riformatrice che avrebbe dovuto aprirsi con la nascita del governo delle larghe intese. A pronunciarla Anna Finocchiaro, presidente della commissione affari costituzionali del Senato. Destinatario Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera. Due esponenti di prima linea del Partito Democratico.

Giachetti vuole un ritorno al Mattarellum, ed ha raccolto attorno ad una mozione in merito diverse decine di deputati. Un'iniziativa che ha un doppio peso politico, perche' attorno ad essa si potrebbero creare consensi ben oltre i confini del partito, anche tra le file di Sel e di un Movimento Cinque Stelle alle prese con la sua prima crisi, dopo l'esito disastroso del turno amministrativo. Oggi, non a caso, Beppe Grillo lancia un nuovo anatema. "Scrissi che chi voleva l'accordo con il pdmenoelle aveva sbagliato a votarci. Lo confermo e estendo il concetto", spiega dal suo blog: "Chi si e' candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma, e' pregato di avviarsi alla porta". Messaggio inequivocabile, che suscita immediato il distinguo di qualcuno dei parlamentari indicati dai giornali di oggi come possibili dissidenti.

Nel Pd invece il dibattito e' aperto. Giachetti usa poche parole per mettere le cose in chiaro: "Non ritiro niente". La sua del resto, e' una battaglia che risale alla scorsa legislatura, quando si autoimpose lo sciopero della fame per protestare contro il Porcellum e tornare in due salti al Mattarellum. Ribatte ancora la Finocchiaro: c'e' chi sta svolgendo un lavoro "intelligente". E' il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, che mostra un "l'approccio molto rispettoso della Costituzione, per certi aspetti addirittura rafforzativo" delle garanzie nell'iter per le riforme. Ma con Giachetti si schierano i renziani, piu' o meno tutti. E il dibattito riprende, 48 ore dopo una buona affermazione alle elezioni ammijistrative.

Tags:
legge elettoralegiachettirenziletta
Loading...

i più visti

casa, immobiliare
motori
Jeep Gladiator: il pick-up da off-road

Jeep Gladiator: il pick-up da off-road


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.