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Legge elettorale in alto mare. Si rafforza l’ipotesi del decreto

Ecco gli “aggiustamenti” al Legalicum

Legge elettorale in alto mare. Si rafforza l’ipotesi del decreto
palazzo madama senato 02
“Ma quale accordo! Non date retta ai giornali, qui è tutto in alto mare”. Così una fonte ad altissimo livello, sempre presente nei vertici che si susseguono in Parlamento, fotografa con Affaritaliani.it lo stato del dibattito sulla legge elettorale

Ma quale accordo! Non date retta ai giornali, qui è tutto in alto mare“. Così una fonte ad altissimo livello, sempre presente nei vertici che si susseguono in Parlamento, fotografa con Affaritaliani.it lo stato del dibattito sulla legge elettorale. Insomma, al momento non c’è alcun tipo di accordo e nemmeno un’ipotesi di intesa.

I nodi da sciogliere sono diversi: dai capilista bloccati al premio di maggioranza, dalla soglia di sbarramento al premio al partito o alla coalizione. Scogli non tecnici ma politici che celano le difficoltà del Pd e del Centrodestra. Renzi deve fare i conti con chi vuole rilanciare l’alleanza con la sinistra di Pisapia & C., difficile ma non impossibile, senza però far infuriare Alfano e i centristi, necessari per la sopravvivenza del governo Gentiloni.

Forza Italia tiene come sempre il piede in due scarpe, tipico di Berlusconi, e vorrebbe cerare un sistema che consenta all’ex Cav di poter scegliere dopo il voto tra Salvini e Renzi. Il tutto con i 5 Stelle che proseguono a stop and go nel dialogo con il Pd, tra aperture e minacce (vedi ultima bufera sulla Boschi). La situazione è talmente ingarbugliata che, anche per dar seguito all’appello di Sergio Mattarella, l’ipotesi di un decreto legge del governo in materia elettorale sta prendendo sempre più corpo.

Si tratterebbe, stando alle primissime indiscrezioni, di aggiustamenti al Legalicum, ovvero l’Italicum uscito dalla Corte Costituzionale. Ritocchi sulla questione dei capilista ma non sul 40% per ottenere il premio di maggioranza. Mentre i nodi della coalizione o della lista e quello delle soglie di sbarramento (tanto caro ai partiti, non solo Alfano) sono ancora tutti da valutare. Resta il fatto che un decreto avrebbe come primo obiettivo quello di uniformare la legge per l’elezione della Camera e del Senato. Punto fondamentale affinché si possa sciogliere il Parlamento e andare alle urne.